Introduzione. Il lavoro a turni e notturno può avere un impatto negativo sulla salute dei lavoratori. Questa organizzazione del lavoro determina alterazioni del ritmo circadiano e abitudini di vita non salutari interferendo sulla percezione dello stress lavoro-correlato e quindi sullo sviluppo di condizioni patologiche. La crescente attenzione nei confronti dello stress lavoro-correlato ha spinto i ricercatori ad individuare nuovi strumenti quali questionari psicodiagnostici e biomarcatori salivari che consentono una raccolta non invasiva della matrice biologica. Obiettivi. Questo studio ha lo scopo di valutare le eventuali relazioni tra lavoro notturno e stress attraverso l’utilizzo di biomarcatori salivari come cortisolo e α-amilasi in una popolazione di lavoratori portuali. Metodi. 106 operatori portuali del sud-Italia sono stati arruolati nell’ambito di un programma di promozione della salute. L’anzianità lavorativa di almeno un anno rappresentava criterio di inclusione, mentre la presenza di malattie neuro-psichiatriche costituiva un criterio di esclusione. I lavoratori sono stati sottoposti ad un protocollo psico-diagnostico costituito dalla versione italiana validata del questionario Effort Reward Imbalance (ERI) ed al prelievo di campioni salivari. Tutti i campioni sono stati conservati a –20 °C fino alla determinazione analitica con metodica ELISA. Risultati. Dai risultati ottenuti si evince che i lavoratori arruolati in questo studio non hanno mostrato un alto livello di stress percepito in relazione ai fattori di rischio occupazionale. Il cortisolo mattutino non è risultato alterato in nessuno dei soggetti; viceversa, l’α-amilasi ha mostrato variazioni nel 10% dei soggetti, suggerendo così una maggiore sensibilità nel rivelare un’alterazione rispetto al cortisolo. I livelli serali di cortisolo erano lievemente superiori ai valori di riferimento solo in tre soggetti (6%), anche se non è stata trovata alcuna associazione rilevante con il lavoro, la salute o fattori sociodemografici. Il cortisolo mattutino e l’α-amilasi hanno presentato una tendenza sovrapponibile, in particolare una correlazione positiva statisticamente significativa tra il cortisolo mattutino e i valori dell’α-amilasi (r=0.219, p=0.047); e una correlazione negativa con i valori di cortisolo serale (r=–0.314, p=0.025) e con la scala Overcommitment del questionario ERI (r=–0.264, p=0.017). Conclusioni. La determinazione dei livelli di α-amilasi salivare potrebbe essere proposta come un sensibile biomarcatore di stress lavoro-correlato. In conclusione i biomarcatori salivari potrebbero rappresentare uno strumento semplice ed efficace per la diagnosi precoce dello stress lavoro-correlato a supporto dell’attività del medico competente.

VALUTAZIONE DI STRESS E BIOMARCATORI SALIVARI NEI LAVORATORI PORTUALI

G. Briguglio;M. Teodoro;F. Verduci;M. Pollicino;M. Coco;A. De Vita;C. Vitello;C. Alibrando;E. Micali;A. Alibrandi;C. Costa;C. Fenga
2021

Abstract

Introduzione. Il lavoro a turni e notturno può avere un impatto negativo sulla salute dei lavoratori. Questa organizzazione del lavoro determina alterazioni del ritmo circadiano e abitudini di vita non salutari interferendo sulla percezione dello stress lavoro-correlato e quindi sullo sviluppo di condizioni patologiche. La crescente attenzione nei confronti dello stress lavoro-correlato ha spinto i ricercatori ad individuare nuovi strumenti quali questionari psicodiagnostici e biomarcatori salivari che consentono una raccolta non invasiva della matrice biologica. Obiettivi. Questo studio ha lo scopo di valutare le eventuali relazioni tra lavoro notturno e stress attraverso l’utilizzo di biomarcatori salivari come cortisolo e α-amilasi in una popolazione di lavoratori portuali. Metodi. 106 operatori portuali del sud-Italia sono stati arruolati nell’ambito di un programma di promozione della salute. L’anzianità lavorativa di almeno un anno rappresentava criterio di inclusione, mentre la presenza di malattie neuro-psichiatriche costituiva un criterio di esclusione. I lavoratori sono stati sottoposti ad un protocollo psico-diagnostico costituito dalla versione italiana validata del questionario Effort Reward Imbalance (ERI) ed al prelievo di campioni salivari. Tutti i campioni sono stati conservati a –20 °C fino alla determinazione analitica con metodica ELISA. Risultati. Dai risultati ottenuti si evince che i lavoratori arruolati in questo studio non hanno mostrato un alto livello di stress percepito in relazione ai fattori di rischio occupazionale. Il cortisolo mattutino non è risultato alterato in nessuno dei soggetti; viceversa, l’α-amilasi ha mostrato variazioni nel 10% dei soggetti, suggerendo così una maggiore sensibilità nel rivelare un’alterazione rispetto al cortisolo. I livelli serali di cortisolo erano lievemente superiori ai valori di riferimento solo in tre soggetti (6%), anche se non è stata trovata alcuna associazione rilevante con il lavoro, la salute o fattori sociodemografici. Il cortisolo mattutino e l’α-amilasi hanno presentato una tendenza sovrapponibile, in particolare una correlazione positiva statisticamente significativa tra il cortisolo mattutino e i valori dell’α-amilasi (r=0.219, p=0.047); e una correlazione negativa con i valori di cortisolo serale (r=–0.314, p=0.025) e con la scala Overcommitment del questionario ERI (r=–0.264, p=0.017). Conclusioni. La determinazione dei livelli di α-amilasi salivare potrebbe essere proposta come un sensibile biomarcatore di stress lavoro-correlato. In conclusione i biomarcatori salivari potrebbero rappresentare uno strumento semplice ed efficace per la diagnosi precoce dello stress lavoro-correlato a supporto dell’attività del medico competente.
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