Introduzione. La rapida diffusione del SARS-CoV-2 ha determinato, da subito, una grave carenza di personale sanitario. Immediatamente abbiamo assistito ad un drastico cambiamento nell’organizzazione lavorativa, caratterizzata dall’impiego di tutto il personale, indipendentemente dal tipo di formazione ricevuta. La categoria che ha maggiormente risentito di questi cambiamenti è stata quella dei medici in formazione specialistica, che si sono trovati coinvolti in prima linea nella lotta al Covid-19, seppur provenendo da scuole di specializzazione non a vo cazione clinica o d’urgenza. Prevedibilmente, questi stravolgimenti possono aver contribuito ad a peggiorare la qualità del sonno e l’umore (1,2). Obiettivi. Qualità del sonno, sonnolenza diurna ed alterazioni nel profilo dell’umore sono state valutate in un campione di medici in formazione di differenti macroaree di specializzazione, in considerazione delle variabili sociodemografiche, stato di salute, stile di vita e fattori lavoro- correlati. Metodi. Lo studio è stato condotto tra i medici in formazione dei dipartimenti dell’Ospedale Policlinico Vittorio Emanuele di Catania nel periodo Febbraio-Agosto 2020. Gli specializzandi sono stati suddivisi in 4 aree: Anestesia, Cliniche, Chirurgie e Servizi. L’arruolamento è avvenuto in occasione delle visite periodiche nel contesto della sorveglianza sanitaria. In seguito alla raccolta dei dati su caratteristiche demografiche, stile di vita, stato di salute e carriera, sono stati somministrati i seguenti questionari: Epworth Sleepiness Scale (ESS), Pittsburgh Sleep Quality Index (PSQI) e Profile of Mood States (POMS). Su un totale di 183 soggetti invitati, 119 hanno partecipato volontariamente (tasso accettazione: 65%). Risultati. I 119 soggetti erano così distribuiti: 29 Anestesia, 33 Cliniche, 32 Chirurgie e 25 Servizi, di cui 63 donne (63%) e 56 uomini (47%). L’età media era 30.7 anni con un range compreso tra 27 e 47 anni. Il campione godeva di un ottimo stato di salute e circa un terzo dei soggetti era fumatore. Nonostante solo 9 soggetti (8%) avessero riportato un’eccessiva sonnolenza diurna (cioè un valore di ESS > 10), oltre un terzo del campione (35%) ha lamentato una scarsa qualità del sonno (PSQI tra 6 e 10) ed il 10% ha riportato una qualità molto scarsa (PSQI > 10). Le alterazioni riscontrate nel profilo dell’umore hanno evidenziato le maggiori modifiche nei fattori “Vigore” e “Stanchezza”, mostrando un calo nel primo ed un incremento nel secondo, soprattutto nell’area Anestesia. Conclusioni. L’indagine fa seguito allo studio di un campione valutato in era pre-COVID, che non ha mostrato disturbi del sonno ma solo minime alterazioni dell’umore (3). In seguito al diffondersi dell’epidemia da SARS-CoV- 2, i profondi cambiamenti nell’organizzazione lavorativa possono aver contribuito non solo a determinare un peggioramento della qualità del sonno, ma anche a definire alterazioni del profilo dell’umore, in particolare negli specializzandi di Anestesia. Ciononostante, l’elevato impegno ed i nuovi compiti assegnati possono aver incrementato la soglia dell’attenzione, risultando in una scarsa prevalenza di sonnolenza diurna. Al fine di prevenire la cronicizzazione dei disturbi del sonno e dell’umore, sarebbe opportuno adottare misure migliorative dell’organizzazione lavorativa per il personale sanitario destinato alla gestione dei pazienti affetti da Covid-19.

CAMBIAMENTI DELLA QUALITÀ DEL SONNO E DELL’UMORE NEI MEDICI IN FORMAZIONE SPECIALISTICA DURANTE LA PANDEMIA DI COVID-19

G. Briguglio;M. Teodoro;E. Vitale;Federica Giambò;G. Indelicato;E. Micali;C. Costa;C. Fenga
2021

Abstract

Introduzione. La rapida diffusione del SARS-CoV-2 ha determinato, da subito, una grave carenza di personale sanitario. Immediatamente abbiamo assistito ad un drastico cambiamento nell’organizzazione lavorativa, caratterizzata dall’impiego di tutto il personale, indipendentemente dal tipo di formazione ricevuta. La categoria che ha maggiormente risentito di questi cambiamenti è stata quella dei medici in formazione specialistica, che si sono trovati coinvolti in prima linea nella lotta al Covid-19, seppur provenendo da scuole di specializzazione non a vo cazione clinica o d’urgenza. Prevedibilmente, questi stravolgimenti possono aver contribuito ad a peggiorare la qualità del sonno e l’umore (1,2). Obiettivi. Qualità del sonno, sonnolenza diurna ed alterazioni nel profilo dell’umore sono state valutate in un campione di medici in formazione di differenti macroaree di specializzazione, in considerazione delle variabili sociodemografiche, stato di salute, stile di vita e fattori lavoro- correlati. Metodi. Lo studio è stato condotto tra i medici in formazione dei dipartimenti dell’Ospedale Policlinico Vittorio Emanuele di Catania nel periodo Febbraio-Agosto 2020. Gli specializzandi sono stati suddivisi in 4 aree: Anestesia, Cliniche, Chirurgie e Servizi. L’arruolamento è avvenuto in occasione delle visite periodiche nel contesto della sorveglianza sanitaria. In seguito alla raccolta dei dati su caratteristiche demografiche, stile di vita, stato di salute e carriera, sono stati somministrati i seguenti questionari: Epworth Sleepiness Scale (ESS), Pittsburgh Sleep Quality Index (PSQI) e Profile of Mood States (POMS). Su un totale di 183 soggetti invitati, 119 hanno partecipato volontariamente (tasso accettazione: 65%). Risultati. I 119 soggetti erano così distribuiti: 29 Anestesia, 33 Cliniche, 32 Chirurgie e 25 Servizi, di cui 63 donne (63%) e 56 uomini (47%). L’età media era 30.7 anni con un range compreso tra 27 e 47 anni. Il campione godeva di un ottimo stato di salute e circa un terzo dei soggetti era fumatore. Nonostante solo 9 soggetti (8%) avessero riportato un’eccessiva sonnolenza diurna (cioè un valore di ESS > 10), oltre un terzo del campione (35%) ha lamentato una scarsa qualità del sonno (PSQI tra 6 e 10) ed il 10% ha riportato una qualità molto scarsa (PSQI > 10). Le alterazioni riscontrate nel profilo dell’umore hanno evidenziato le maggiori modifiche nei fattori “Vigore” e “Stanchezza”, mostrando un calo nel primo ed un incremento nel secondo, soprattutto nell’area Anestesia. Conclusioni. L’indagine fa seguito allo studio di un campione valutato in era pre-COVID, che non ha mostrato disturbi del sonno ma solo minime alterazioni dell’umore (3). In seguito al diffondersi dell’epidemia da SARS-CoV- 2, i profondi cambiamenti nell’organizzazione lavorativa possono aver contribuito non solo a determinare un peggioramento della qualità del sonno, ma anche a definire alterazioni del profilo dell’umore, in particolare negli specializzandi di Anestesia. Ciononostante, l’elevato impegno ed i nuovi compiti assegnati possono aver incrementato la soglia dell’attenzione, risultando in una scarsa prevalenza di sonnolenza diurna. Al fine di prevenire la cronicizzazione dei disturbi del sonno e dell’umore, sarebbe opportuno adottare misure migliorative dell’organizzazione lavorativa per il personale sanitario destinato alla gestione dei pazienti affetti da Covid-19.
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