Alla luce della normativa che – a partire dal DPR 80/2013 – ha introdotto nel Sistema nazionale di valutazione (Snv) l’utilizzo del Rapporto di autovalutazione (Rav) e del Piano di miglioramento (Pdm) come strumenti di supporto alle scelte effettuate dai singoli istituti, è emerso sempre più l’interesse per le convinzioni, gli atteggiamenti, i linguaggi e i processi logici connessi al mondo della scuola e della valutazione. In particolare, l’introduzione dei nuovi strumenti ha comportato necessariamente una riflessione da parte del mondo della ricerca circa le ripercussioni all’interno delle dinamiche organizzative, ma anche politiche e culturali, relativamente ai processi di valutazione da parte degli istituti. Dati tali interessi, dal gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin” dell’Università di Bologna sono sorti interrogativi condivisi circa ciò che stava succedendo e che sarebbe successo a seguito dell’introduzione dei nuovi strumenti obbligatori per l’autovalutazione e per le decisioni relative al miglioramento degli aspetti critici. Gli ambiti indagati sono stati pertanto principalmente i processi organizzativi interni alle scuole e i processi decisionali da parte di dirigenti e docenti circa le azioni da dichiarare e quindi da intraprendere.

PROCESSI DI AUTOVALUTAZIONE. PUNTI DI FORZA, CRITICITÀ E OPPORTUNITÀ DI MIGLIORAMENTO

Liliana Silva
Primo
;
2021

Abstract

Alla luce della normativa che – a partire dal DPR 80/2013 – ha introdotto nel Sistema nazionale di valutazione (Snv) l’utilizzo del Rapporto di autovalutazione (Rav) e del Piano di miglioramento (Pdm) come strumenti di supporto alle scelte effettuate dai singoli istituti, è emerso sempre più l’interesse per le convinzioni, gli atteggiamenti, i linguaggi e i processi logici connessi al mondo della scuola e della valutazione. In particolare, l’introduzione dei nuovi strumenti ha comportato necessariamente una riflessione da parte del mondo della ricerca circa le ripercussioni all’interno delle dinamiche organizzative, ma anche politiche e culturali, relativamente ai processi di valutazione da parte degli istituti. Dati tali interessi, dal gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin” dell’Università di Bologna sono sorti interrogativi condivisi circa ciò che stava succedendo e che sarebbe successo a seguito dell’introduzione dei nuovi strumenti obbligatori per l’autovalutazione e per le decisioni relative al miglioramento degli aspetti critici. Gli ambiti indagati sono stati pertanto principalmente i processi organizzativi interni alle scuole e i processi decisionali da parte di dirigenti e docenti circa le azioni da dichiarare e quindi da intraprendere.
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