Il contributo verterà sulle recenti ricerche archeologiche effettuate a partire dal 2016 in regime di concessione ministeriale dal Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università di Messina, sotto la direzione scientifica di Fabrizio Mollo, nei siti di Blanda sul Palecastro di Tortora, Petrosa di Scalea e S. Gada di Laino Borgo. I contesti, accomunati da una importante fase di popolamento enotrio (seconda metà VI-prima metà V sec. a.C.) ed in vita anche dopo la caduta di Sibari nel 510 a.C., presentano modalità abitative di tipo capannicolo. Gli insediamenti di Tortora e Laino sono caratterizzati da fenomeni di evidente continuità di vita e dalla precoce presenza di genti lucane di matrice osca in età ellenistica. Solo con la fase di consolidamento sociale e di sviluppo economico delle élites italiche, in un momento simultaneo che collochiamo ormai agevolmente nell’ultimo quarto del IV sec. a.C., però esse sviluppano impianti urbani regolari, legati ad una tradizione di tipo ippodameo, dotati di circuiti murari, di un sistema di strade interne regolare e ortogonale, con la presenza di quartieri abitativi articolati funzionalmente e di spazi che assumono anche funzioni comunitarie e collettive. Si mostreranno le prime acquisizioni relative alla ricerche sull’insediamento ‘urbano’ di S. Gada, di cui si è proposta un’identificazione con la lucana Nerulum, al centro della grande vallata fluviale del Lao-Mercure; si presenteranno, inoltre, gli interventi, ancora inediti, nell’area del Capitolium romano sul Palecastro di Tortora (l’antica Blanda) e sul plateau di S. Bartolo di Marcellina (l’antica Laos), in quest’ultimo caso con importanti acquisizioni relative alla probabile presenza di aree pubbliche. Gli interventi effettuati e le realtà indagate costituiranno, poi, il paradigma per una riflessione più generale sui modelli di sviluppo ‘urbano’ dei centri italici del Bruzio e della Lucania meridionale, e sul loro rapporto, sempre dinamico ed articolato, con le realtà periurbane, caratterizzato da un popolamento katà komas più o meno elaborato.
Sviluppo urbano e dinamiche di popolamento nella Lucania tirrenica tra seconda metà VI e III sec. a.C.: nuove ricerche negli insediamenti del versante calabrese del Golfo di Policastro (Blanda, Laos, Nerulum)
Mollo F.
2022-01-01
Abstract
Il contributo verterà sulle recenti ricerche archeologiche effettuate a partire dal 2016 in regime di concessione ministeriale dal Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università di Messina, sotto la direzione scientifica di Fabrizio Mollo, nei siti di Blanda sul Palecastro di Tortora, Petrosa di Scalea e S. Gada di Laino Borgo. I contesti, accomunati da una importante fase di popolamento enotrio (seconda metà VI-prima metà V sec. a.C.) ed in vita anche dopo la caduta di Sibari nel 510 a.C., presentano modalità abitative di tipo capannicolo. Gli insediamenti di Tortora e Laino sono caratterizzati da fenomeni di evidente continuità di vita e dalla precoce presenza di genti lucane di matrice osca in età ellenistica. Solo con la fase di consolidamento sociale e di sviluppo economico delle élites italiche, in un momento simultaneo che collochiamo ormai agevolmente nell’ultimo quarto del IV sec. a.C., però esse sviluppano impianti urbani regolari, legati ad una tradizione di tipo ippodameo, dotati di circuiti murari, di un sistema di strade interne regolare e ortogonale, con la presenza di quartieri abitativi articolati funzionalmente e di spazi che assumono anche funzioni comunitarie e collettive. Si mostreranno le prime acquisizioni relative alla ricerche sull’insediamento ‘urbano’ di S. Gada, di cui si è proposta un’identificazione con la lucana Nerulum, al centro della grande vallata fluviale del Lao-Mercure; si presenteranno, inoltre, gli interventi, ancora inediti, nell’area del Capitolium romano sul Palecastro di Tortora (l’antica Blanda) e sul plateau di S. Bartolo di Marcellina (l’antica Laos), in quest’ultimo caso con importanti acquisizioni relative alla probabile presenza di aree pubbliche. Gli interventi effettuati e le realtà indagate costituiranno, poi, il paradigma per una riflessione più generale sui modelli di sviluppo ‘urbano’ dei centri italici del Bruzio e della Lucania meridionale, e sul loro rapporto, sempre dinamico ed articolato, con le realtà periurbane, caratterizzato da un popolamento katà komas più o meno elaborato.Pubblicazioni consigliate
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