Nato in Nicaragua nel 1867, ma sin dalla giovinezza proiettato su una dimensione internazionale, Rubén Darío fu uno dei più grandi rappresentanti e diffusori nel mondo del modernismo ispano-americano: in Spagna, scrittori e intellettuali coevi intuirono ben presto la portata rivoluzionaria di un movimento letterario che Jiménez, negli anni Cinquanta, avrebbe definito un «segundo renacimiento» poetico. In questo contesto, si presenta qui un’articolata ricostruzione dell’opera lirica di Darío, dai primi componimenti giovanili d’ispirazione patriottico-apologetica alle ultime prove (paesaggistiche e intimistiche), con un riguardo particolare agli anni fecondi della stagione modernista, scandita da capolavori quali “Azul…", "Prosas profanas y otros poemas" e "Cantos de vida y esperanza". Di quello che per la sua precocità fu denominato «poeta niño», l’Italia del primo Novecento, un po’ troppo appartata e impegnata in dibattiti letterari interni, si accorse – dopo e attraverso la Francia e la Spagna – con un certo ritardo. L’indagine sulla ricezione e sulla fortuna della poesia di Rubén Darío in Italia mette in luce come, a partire dalla seconda metà del XX secolo, importanti esegeti, critici, traduttori e traduttrici abbiano definitivamente portato all’attenzione del pubblico italiano colto la figura di un poeta storicamente rivoluzionario nello stile e nelle idee, e ancora capace di sorprenderci come fa sempre la grande poesia.
Rubén Darío poeta tradotto in Italia
savoca
2024-01-01
Abstract
Nato in Nicaragua nel 1867, ma sin dalla giovinezza proiettato su una dimensione internazionale, Rubén Darío fu uno dei più grandi rappresentanti e diffusori nel mondo del modernismo ispano-americano: in Spagna, scrittori e intellettuali coevi intuirono ben presto la portata rivoluzionaria di un movimento letterario che Jiménez, negli anni Cinquanta, avrebbe definito un «segundo renacimiento» poetico. In questo contesto, si presenta qui un’articolata ricostruzione dell’opera lirica di Darío, dai primi componimenti giovanili d’ispirazione patriottico-apologetica alle ultime prove (paesaggistiche e intimistiche), con un riguardo particolare agli anni fecondi della stagione modernista, scandita da capolavori quali “Azul…", "Prosas profanas y otros poemas" e "Cantos de vida y esperanza". Di quello che per la sua precocità fu denominato «poeta niño», l’Italia del primo Novecento, un po’ troppo appartata e impegnata in dibattiti letterari interni, si accorse – dopo e attraverso la Francia e la Spagna – con un certo ritardo. L’indagine sulla ricezione e sulla fortuna della poesia di Rubén Darío in Italia mette in luce come, a partire dalla seconda metà del XX secolo, importanti esegeti, critici, traduttori e traduttrici abbiano definitivamente portato all’attenzione del pubblico italiano colto la figura di un poeta storicamente rivoluzionario nello stile e nelle idee, e ancora capace di sorprenderci come fa sempre la grande poesia.File | Dimensione | Formato | |
---|---|---|---|
69287.pdf
solo gestori archivio
Tipologia:
Versione Editoriale (PDF)
Licenza:
Tutti i diritti riservati (All rights reserved)
Dimensione
827.4 kB
Formato
Adobe PDF
|
827.4 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri Richiedi una copia |
Pubblicazioni consigliate
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.