Il Sublime, una categoria estetica che vanta una storia bimillenaria, costituisce senza dubbio il segno più evidente dello spirito moderno. A partire dalla “riconversione” che avviene in Francia sul finire del XVII secolo, esso ˗ dal suo originario statuto di stile retorico - comincia a trasformarsi in una condizione dell’esperienza caratterizzata da sentimenti ambivalenti, se non persino contraddittori. In quella stessa epoca, in Sicilia avviene un fatto sorprendente: molti scrittori, nel descrivere alcune macchine sceniche realizzate in particolari occasioni “festive”, ne parlano nei termini di dispositivi capaci di suscitare un “delizioso orrore”, un “piacevole spavento”, o di fare “dolcemente impazzire”. Le architetture effimere, e soprattutto gli apparati pirotecnici destinati a esplodere al culmine della celebrazione, divengono dunque l’oggetto di una contemplazione nel quale lo spettatore sperimenta insieme la precarietà dell’esistenza e il sollievo d’essere immune dalla catastrofe illusoria che si dispiega al suo cospetto.
L'isola del Sublime. Teorie e pratiche artistiche in Sicilia alla vigilia della modernità
Francesco Paolo Campione
2025-01-01
Abstract
Il Sublime, una categoria estetica che vanta una storia bimillenaria, costituisce senza dubbio il segno più evidente dello spirito moderno. A partire dalla “riconversione” che avviene in Francia sul finire del XVII secolo, esso ˗ dal suo originario statuto di stile retorico - comincia a trasformarsi in una condizione dell’esperienza caratterizzata da sentimenti ambivalenti, se non persino contraddittori. In quella stessa epoca, in Sicilia avviene un fatto sorprendente: molti scrittori, nel descrivere alcune macchine sceniche realizzate in particolari occasioni “festive”, ne parlano nei termini di dispositivi capaci di suscitare un “delizioso orrore”, un “piacevole spavento”, o di fare “dolcemente impazzire”. Le architetture effimere, e soprattutto gli apparati pirotecnici destinati a esplodere al culmine della celebrazione, divengono dunque l’oggetto di una contemplazione nel quale lo spettatore sperimenta insieme la precarietà dell’esistenza e il sollievo d’essere immune dalla catastrofe illusoria che si dispiega al suo cospetto.Pubblicazioni consigliate
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