Le prose di Antonella Anedda (Roma, 1955) - poetessa, traduttrice e saggista - sono dense di acute e colte riflessioni sull’attraversamento dei luoghi visitati in occasione di viaggi e rielaborati, nella scrittura, ibridando i filtri della letterarietà con quelli della cultura visuale. È quanto emerge nel volume "Isolatria. Viaggio nell’arcipelago della Maddalena" (2013) in cui l’autrice, ripercorrendo alcune tappe dei suoi abituali soggiorni in Sardegna e in Corsica, riflette innanzitutto sul tema dell’insularità, centrale nella sua produzione, delineando una soggettiva mappatura di paesaggi e di esperienze (si veda a riguardo il suo scritto "Più delicati degli storici sono i colori dei cartografi", 2018), generatori a loro volta di intense riflessioni filosofiche anche grazie al ricorso al medium fotografico, spesso richiamato ecfrasticamente. Il ricordo di alcuni viaggi rivive anche nel tessuto prosastico, franto e letterariamente ‘dissonante’, di "Geografie" (2021) in cui sono descritti alcuni percorsi odeporici in contesti «dislocati» (Giappone, Grecia, Irlanda, Mongolia…). In questo volume più recente si coglie inoltre il rafforzarsi della sensibilità ecologica di Anedda che propugna sovente nei suoi scritti una prospettiva non-antropocentrica.
«Il passo coincide con lo sguardo». Viaggi e paesaggi: la prospettiva visuale di Antonella Anedda
Novella Primo
2025-01-01
Abstract
Le prose di Antonella Anedda (Roma, 1955) - poetessa, traduttrice e saggista - sono dense di acute e colte riflessioni sull’attraversamento dei luoghi visitati in occasione di viaggi e rielaborati, nella scrittura, ibridando i filtri della letterarietà con quelli della cultura visuale. È quanto emerge nel volume "Isolatria. Viaggio nell’arcipelago della Maddalena" (2013) in cui l’autrice, ripercorrendo alcune tappe dei suoi abituali soggiorni in Sardegna e in Corsica, riflette innanzitutto sul tema dell’insularità, centrale nella sua produzione, delineando una soggettiva mappatura di paesaggi e di esperienze (si veda a riguardo il suo scritto "Più delicati degli storici sono i colori dei cartografi", 2018), generatori a loro volta di intense riflessioni filosofiche anche grazie al ricorso al medium fotografico, spesso richiamato ecfrasticamente. Il ricordo di alcuni viaggi rivive anche nel tessuto prosastico, franto e letterariamente ‘dissonante’, di "Geografie" (2021) in cui sono descritti alcuni percorsi odeporici in contesti «dislocati» (Giappone, Grecia, Irlanda, Mongolia…). In questo volume più recente si coglie inoltre il rafforzarsi della sensibilità ecologica di Anedda che propugna sovente nei suoi scritti una prospettiva non-antropocentrica.Pubblicazioni consigliate
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