La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo in commento si pronuncia sull’inquadramento assiologico dell’astensione prolungata dai rapporti sessuali all’interno del matrimonio nel settore dei doveri coniugali ravvisando, nella vicenda di specie, la violazione dell’articolo 8 della Convenzione. La decisione s’inserisce in un momento di particolare subbuglio della politica criminale francese sulla criminalità sessuale: la recentissima riforma (già ribattezzata la loi Pelicot), entrata in vigore lo scorso 8 novembre, introduce, con un aspetto di storica novità, l’elemento del consenso della vittima nella fattispecie di reato di stupro e altre aggressioni sessuali.
Verso un (non più chimerico) ripensamento del sistema giudiziario francese: marital rape tra anacronismo giurisprudenziale e norme convenzionali, in Nullum Crimen, Rivista quadrimestrale di scienze penalistiche, 14 gennaio 2026.
Alessia Mazzù
2026-01-01
Abstract
La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo in commento si pronuncia sull’inquadramento assiologico dell’astensione prolungata dai rapporti sessuali all’interno del matrimonio nel settore dei doveri coniugali ravvisando, nella vicenda di specie, la violazione dell’articolo 8 della Convenzione. La decisione s’inserisce in un momento di particolare subbuglio della politica criminale francese sulla criminalità sessuale: la recentissima riforma (già ribattezzata la loi Pelicot), entrata in vigore lo scorso 8 novembre, introduce, con un aspetto di storica novità, l’elemento del consenso della vittima nella fattispecie di reato di stupro e altre aggressioni sessuali.Pubblicazioni consigliate
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