L’esperienza poetica di Stefano D’Arrigo racchiusa in Codice siciliano, unica silloge pubblicata dall’autore nelle due edizioni del 1957 e del 1978, segna la prima stagione artistica di uno dei narratori più interessanti e irregolari del Novecento italiano. Eppure poco spazio è stato riservato finora dalla critica al noviziato poetico darrighiano, messo in ombra dal successivo mito nato attorno alla grandiosa impresa di Horcynus Orca. Questa monografia si propone dunque di attuare un’indagine multiprospettica sulla poesia di D’Arrigo, troppo spesso considerata come un esempio minore del talento letterario del romanziere messinese, contribuendo a focalizzare il valore autonomo della scrittura giovanile prehorcyniana. Mediante l’uso di notizie biografiche, documenti d’archivio e di un’aggiornata ricognizione bibliografica vengono infatti ricostruite alcune delle dinamiche culturali vissute dal giovane poeta dell’Orca, contestualizzando la poesia nella ben più conosciuta scrittura narrativa e sondando anche un possibile dialogo con l’attività di elzevirista e critico d’arte che impegnò lo scrittore tra gli anni Quaranta e Cinquanta. Il libro contiene poi sia puntuali analisi critiche, che riguardano itinerari intertestuali, autobiograficità, peculiarità prospettiche e riferimenti figurativi della poesia darrighiana, sia percorsi di lettura basati su questioni redazionali e sull’isolamento di alcuni temi centrali dell’unica raccolta edita di D’Arrigo.

«Parole e fumi qui in Sicilia levo». La poesia di Stefano D'Arrigo attraverso "Codice siciliano"

Principato Trosso, Giacomo Antonio
2025-01-01

Abstract

L’esperienza poetica di Stefano D’Arrigo racchiusa in Codice siciliano, unica silloge pubblicata dall’autore nelle due edizioni del 1957 e del 1978, segna la prima stagione artistica di uno dei narratori più interessanti e irregolari del Novecento italiano. Eppure poco spazio è stato riservato finora dalla critica al noviziato poetico darrighiano, messo in ombra dal successivo mito nato attorno alla grandiosa impresa di Horcynus Orca. Questa monografia si propone dunque di attuare un’indagine multiprospettica sulla poesia di D’Arrigo, troppo spesso considerata come un esempio minore del talento letterario del romanziere messinese, contribuendo a focalizzare il valore autonomo della scrittura giovanile prehorcyniana. Mediante l’uso di notizie biografiche, documenti d’archivio e di un’aggiornata ricognizione bibliografica vengono infatti ricostruite alcune delle dinamiche culturali vissute dal giovane poeta dell’Orca, contestualizzando la poesia nella ben più conosciuta scrittura narrativa e sondando anche un possibile dialogo con l’attività di elzevirista e critico d’arte che impegnò lo scrittore tra gli anni Quaranta e Cinquanta. Il libro contiene poi sia puntuali analisi critiche, che riguardano itinerari intertestuali, autobiograficità, peculiarità prospettiche e riferimenti figurativi della poesia darrighiana, sia percorsi di lettura basati su questioni redazionali e sull’isolamento di alcuni temi centrali dell’unica raccolta edita di D’Arrigo.
2025
Biblioteca di Sinestesie
9791256130269
9791256130276
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