Il lavoro analizza la gestione delle migrazioni irregolari alle frontiere esterne dell’Unione europea, con particolare riguardo ai contesti italiano e spagnolo, entrambi collocati lungo rotte marittime ad alta intensità di flussi. Muovendo dalla ricostruzione dello status giuridico del migrante e delle forme di protezione internazionale, la tesi inquadra il fenomeno migratorio entro il complesso sistema multilivello di fonti internazionali, europee e interne, soffermandosi sulle procedure di frontiera e sugli obblighi di ricerca e soccorso in mare, nonché sul principio di non-refoulement quale limite invalicabile all’azione degli Stati. Sul versante italiano, l’analisi prende in esame l’evoluzione normativa dal T.U. immigrazione ai più recenti decreti sicurezza e alla successiva “fase correttiva”, mettendo in luce la tensione strutturale tra esigenze di controllo dei confini, logiche emergenziali e tutela dei diritti fondamentali. Tale quadro è verificato alla prova della prassi e della giurisprudenza, anche attraverso l’esame di casi emblematici – tra cui il caso “Diciotti”, il naufragio di Steccato di Cutro e la recente prassi degli hotspot in Albania – che fungono da stress test dell’effettività delle garanzie in materia di libertà personale, accesso alla procedura di asilo e controllo giurisdizionale. Sul versante spagnolo, la ricerca ricostruisce il sistema normativo in materia di asilo (Ley 12/2009), extranjería (LO 4/2000 e il relativo Reglamento de extranjería, oggi approvato dal RD 1155/2024, già RD 557/2011), ordine pubblico (LO 4/2015 e “rechazo en frontera”) e dimensione SAR, analizzandone le applicazioni concrete nei contesti di Ceuta, Melilla e lungo la rotta canaria. La casistica recente – in particolare il salto alla valla di Melilla del 24 giugno 2022, la crisi di Ceuta del 2021 e la gestione post-sbarco alle Canarie – consente di mettere a fuoco criticità ricorrenti in termini di respingimenti collettivi di fatto, esternalizzazione dei controlli e “normalizzazione dell’eccezione”. In chiave comparata, la tesi confronta i due modelli nazionali alla luce del diritto dell’Unione europea e del nuovo Patto su migrazione e asilo, con speciale attenzione alle procedure di frontiera, ai meccanismi di solidarietà e ai partenariati con Paesi terzi. L’elaborato propone, in conclusione, alcune linee di “best practice” orientate a conciliare governo dei flussi e tutela effettiva dei diritti fondamentali, mediante garanzie rafforzate nelle zone di frontiera, criteri più stringenti per la cooperazione esterna e un effettivo riequilibrio delle responsabilità tra Stati membri.
IL FENOMENO MIGRATORIO E LA GESTIONE DELLE PROCEDURE DI FRONTIERA. PROFILI INTERNAZIONALI, EUROPEI E INTERNI
D'AMORE, Carlo
2026-03-19
Abstract
Il lavoro analizza la gestione delle migrazioni irregolari alle frontiere esterne dell’Unione europea, con particolare riguardo ai contesti italiano e spagnolo, entrambi collocati lungo rotte marittime ad alta intensità di flussi. Muovendo dalla ricostruzione dello status giuridico del migrante e delle forme di protezione internazionale, la tesi inquadra il fenomeno migratorio entro il complesso sistema multilivello di fonti internazionali, europee e interne, soffermandosi sulle procedure di frontiera e sugli obblighi di ricerca e soccorso in mare, nonché sul principio di non-refoulement quale limite invalicabile all’azione degli Stati. Sul versante italiano, l’analisi prende in esame l’evoluzione normativa dal T.U. immigrazione ai più recenti decreti sicurezza e alla successiva “fase correttiva”, mettendo in luce la tensione strutturale tra esigenze di controllo dei confini, logiche emergenziali e tutela dei diritti fondamentali. Tale quadro è verificato alla prova della prassi e della giurisprudenza, anche attraverso l’esame di casi emblematici – tra cui il caso “Diciotti”, il naufragio di Steccato di Cutro e la recente prassi degli hotspot in Albania – che fungono da stress test dell’effettività delle garanzie in materia di libertà personale, accesso alla procedura di asilo e controllo giurisdizionale. Sul versante spagnolo, la ricerca ricostruisce il sistema normativo in materia di asilo (Ley 12/2009), extranjería (LO 4/2000 e il relativo Reglamento de extranjería, oggi approvato dal RD 1155/2024, già RD 557/2011), ordine pubblico (LO 4/2015 e “rechazo en frontera”) e dimensione SAR, analizzandone le applicazioni concrete nei contesti di Ceuta, Melilla e lungo la rotta canaria. La casistica recente – in particolare il salto alla valla di Melilla del 24 giugno 2022, la crisi di Ceuta del 2021 e la gestione post-sbarco alle Canarie – consente di mettere a fuoco criticità ricorrenti in termini di respingimenti collettivi di fatto, esternalizzazione dei controlli e “normalizzazione dell’eccezione”. In chiave comparata, la tesi confronta i due modelli nazionali alla luce del diritto dell’Unione europea e del nuovo Patto su migrazione e asilo, con speciale attenzione alle procedure di frontiera, ai meccanismi di solidarietà e ai partenariati con Paesi terzi. L’elaborato propone, in conclusione, alcune linee di “best practice” orientate a conciliare governo dei flussi e tutela effettiva dei diritti fondamentali, mediante garanzie rafforzate nelle zone di frontiera, criteri più stringenti per la cooperazione esterna e un effettivo riequilibrio delle responsabilità tra Stati membri.Pubblicazioni consigliate
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