Le raffigurazioni urbane dipinte tra XIV e XV secolo mostrano spesso lo stretto rapporto spaziale tra la città e le campagne immediatamente circostanti: ne sono un esempio emblematico, per il XIV secolo, il ciclo di affreschi del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti dipinto sulle pareti della sala dei Nove nel Palazzo Pubblico di Siena (1338) e, per il tardo XV secolo, la celebre Veduta della Catena (1471-1482 circa), esposta a Palazzo Vecchio a Firenze. Negli affreschi del Lorenzetti si ha la più alta espressione architettonica ed urbanistica della città e della campagna senese: gli edifici dipinti non rappresentano una costruzione specifica, mirano piuttosto a riprodurre il tipo architettonico, sia esso un palazzo cittadino o una residenza di campagna, tipici della realtà senese di quei decenni; nella rappresentazione delle forme dell’abitare in campagna, le strutture edilizie da lui raffigurate sembrano evidenziare le caratteristiche principali di quel “nuovo” tipo di architettura suburbana che caratterizza le campagne toscane del pieno Trecento, in particolar modo quelle senesi e fiorentine. Nella Veduta della Catena le colline intorno a Firenze sono costellate di abitazioni, “i ricchi palagi, torri, cortili e giardini murati” testimoniati da Giovanni Villani negli anni ’30 del Trecento, fenomeno largamente diffuso, per non dire dominante, nelle campagne fiorentine più vicine alla città. L’intervento intende approfondire i parallelismi e le differenze tra la raffigurazione di queste tipologie edilizie e la realtà, analizzando alcuni casi specifici in modo da evidenziare: l’articolazione e la distribuzione degli spazi e le relazioni con le aree contigue; i rapporti tra costruito e ambiente circostante; come e in quale misura questo patrimonio edilizio riflette (o meno) lo status sociale dei proprietari; le caratteristiche formali che accomunano questi edifici sia nel paesaggio suburbano fiorentino, così ben descritto dal Villani, che in quello senese, come rappresentato dalla campagna del Buon Governo e documentato nella Tavola delle Possessioni.
Raffigurazione e realtà: la dimora signorile di campagna in Toscana tra XIV secolo e XV secolo
Marie-Ange Causarano
In corso di stampa
Abstract
Le raffigurazioni urbane dipinte tra XIV e XV secolo mostrano spesso lo stretto rapporto spaziale tra la città e le campagne immediatamente circostanti: ne sono un esempio emblematico, per il XIV secolo, il ciclo di affreschi del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti dipinto sulle pareti della sala dei Nove nel Palazzo Pubblico di Siena (1338) e, per il tardo XV secolo, la celebre Veduta della Catena (1471-1482 circa), esposta a Palazzo Vecchio a Firenze. Negli affreschi del Lorenzetti si ha la più alta espressione architettonica ed urbanistica della città e della campagna senese: gli edifici dipinti non rappresentano una costruzione specifica, mirano piuttosto a riprodurre il tipo architettonico, sia esso un palazzo cittadino o una residenza di campagna, tipici della realtà senese di quei decenni; nella rappresentazione delle forme dell’abitare in campagna, le strutture edilizie da lui raffigurate sembrano evidenziare le caratteristiche principali di quel “nuovo” tipo di architettura suburbana che caratterizza le campagne toscane del pieno Trecento, in particolar modo quelle senesi e fiorentine. Nella Veduta della Catena le colline intorno a Firenze sono costellate di abitazioni, “i ricchi palagi, torri, cortili e giardini murati” testimoniati da Giovanni Villani negli anni ’30 del Trecento, fenomeno largamente diffuso, per non dire dominante, nelle campagne fiorentine più vicine alla città. L’intervento intende approfondire i parallelismi e le differenze tra la raffigurazione di queste tipologie edilizie e la realtà, analizzando alcuni casi specifici in modo da evidenziare: l’articolazione e la distribuzione degli spazi e le relazioni con le aree contigue; i rapporti tra costruito e ambiente circostante; come e in quale misura questo patrimonio edilizio riflette (o meno) lo status sociale dei proprietari; le caratteristiche formali che accomunano questi edifici sia nel paesaggio suburbano fiorentino, così ben descritto dal Villani, che in quello senese, come rappresentato dalla campagna del Buon Governo e documentato nella Tavola delle Possessioni.Pubblicazioni consigliate
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