Il proposito di dar voce alle tante donne vissute all’ombra di uomini noti, o comunque non sufficientemente valorizzate nel loro talento, si esprime sovente in Maria Luisa Spaziani (1922-2014) attraverso la forma del dialogo, sia nell’atto unico “La vedova Goldoni” (1997) che, già prima, nelle interviste immaginarie del volume “Donne in poesia” (1992), rivolte a «venti grandi figure» femminili tra cui Dickinson, Coffa, Negri, Guglielminetti, Achmatova, Cvetaeva, Weil, Pozzi. Nel primo caso il testo è concepito espressamente per le scene, mentre nel secondo la dotta e coinvolgente successione di «dialoghi di passione», arricchiti da numerosi brani poetici, conferisce una patina di ‘teatralità’ al genere giornalistico dell’intervista. Tornando alla pièce del 1997, il breve ma serrato confronto tra la vedova Goldoni e la prostituta Cunégonde, propone una coinvolgente riflessione sui diversi modi di concepire l’erotismo muliebre, e segnatamente «l’Acte matériel», nella Parigi di fine Settecento, tra memorie biografiche, bilanci di una vita e allusioni intertestuali, non solo quelle prevedibili alle commedie goldoniane, ma anche altre più stranianti, come quella al mito di Pigmalione.
"La vedova Goldoni", i "dialoghi di passione" e altri scritti teatrali di Maria Luisa Spaziani
Novella Primo
2025-01-01
Abstract
Il proposito di dar voce alle tante donne vissute all’ombra di uomini noti, o comunque non sufficientemente valorizzate nel loro talento, si esprime sovente in Maria Luisa Spaziani (1922-2014) attraverso la forma del dialogo, sia nell’atto unico “La vedova Goldoni” (1997) che, già prima, nelle interviste immaginarie del volume “Donne in poesia” (1992), rivolte a «venti grandi figure» femminili tra cui Dickinson, Coffa, Negri, Guglielminetti, Achmatova, Cvetaeva, Weil, Pozzi. Nel primo caso il testo è concepito espressamente per le scene, mentre nel secondo la dotta e coinvolgente successione di «dialoghi di passione», arricchiti da numerosi brani poetici, conferisce una patina di ‘teatralità’ al genere giornalistico dell’intervista. Tornando alla pièce del 1997, il breve ma serrato confronto tra la vedova Goldoni e la prostituta Cunégonde, propone una coinvolgente riflessione sui diversi modi di concepire l’erotismo muliebre, e segnatamente «l’Acte matériel», nella Parigi di fine Settecento, tra memorie biografiche, bilanci di una vita e allusioni intertestuali, non solo quelle prevedibili alle commedie goldoniane, ma anche altre più stranianti, come quella al mito di Pigmalione.Pubblicazioni consigliate
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