Il tema del viaggio percorre trasversalmente tutta la produzione poetica di Salvatore Quasimodo: dalle sognanti fantasticherie emblematizzate dalla ricorrente e favolistica presenza di velieri al predominante motivo dell’esilio espresso, nelle sillogi della stagione ermetica, attraverso la polarità tra l’isola natale e il successivo trasferimento nell’Italia settentrionale che determina la conseguente contrapposizione tra edenici scenari mediterranei e paesaggi lombardi tragicamente violati dai bombardamenti occorsi durante il secondo conflitto mondiale. I versi di Quasimodo non si risolvono però solo nella contrapposizione tra la Sicilia e la Lombardia, ma propongono un’attenta e articolata mappatura poetica di numerosi altri luoghi, italiani (come la Sardegna e la Liguria) ed esteri (Danimarca, Inghilterra, Spagna, Bulgaria, Russia ecc.). Il contributo fa riferimento soprattutto all’ultima silloge quasimodiana, Dare e avere (1966) in cui la spinta al viaggiare è dettata dalla notorietà conquistata dal poeta siciliano dopo il prestigioso conferimento del premio Nobel (1959) e pertiene a una stagione poetica in cui predominano i bilanci esistenziali.
Annotazioni sulle geografie letterarie di Quasimodo poeta-viaggiatore
Novella Primo
2025-01-01
Abstract
Il tema del viaggio percorre trasversalmente tutta la produzione poetica di Salvatore Quasimodo: dalle sognanti fantasticherie emblematizzate dalla ricorrente e favolistica presenza di velieri al predominante motivo dell’esilio espresso, nelle sillogi della stagione ermetica, attraverso la polarità tra l’isola natale e il successivo trasferimento nell’Italia settentrionale che determina la conseguente contrapposizione tra edenici scenari mediterranei e paesaggi lombardi tragicamente violati dai bombardamenti occorsi durante il secondo conflitto mondiale. I versi di Quasimodo non si risolvono però solo nella contrapposizione tra la Sicilia e la Lombardia, ma propongono un’attenta e articolata mappatura poetica di numerosi altri luoghi, italiani (come la Sardegna e la Liguria) ed esteri (Danimarca, Inghilterra, Spagna, Bulgaria, Russia ecc.). Il contributo fa riferimento soprattutto all’ultima silloge quasimodiana, Dare e avere (1966) in cui la spinta al viaggiare è dettata dalla notorietà conquistata dal poeta siciliano dopo il prestigioso conferimento del premio Nobel (1959) e pertiene a una stagione poetica in cui predominano i bilanci esistenziali.Pubblicazioni consigliate
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


