Negli ultimi decenni, la presenza femminile nelle istituzioni politiche è aumentata significativamente, ma questo incremento quantitativo non è sempre coinciso con una trasformazione qualitativa nella percezione pubblica, nella rappresentazione mediatica o nei modelli comunicativi delle leader. La figura della donna in politica continua a essere interpretata, narrata e giudicata attraverso lenti distorte, che spesso si intrecciano con stereotipi di genere, aspettative culturali e logiche mediali polarizzanti. In un panorama caratterizzato da una profonda trasformazione delle dinamiche comunicative – accelerata dalla digitalizzazione della politica e dall’ibridazione tra media tradizionali e piattaforme social – si impone la necessità di ripensare in chiave critica le modalità con cui le leader donne costruiscono la propria immagine pubblica e interagiscono con cittadini ed elettori. La presente ricerca nasce da questo nodo teorico e politico, con l’obiettivo di esplorare come le leader femminili italiane e spagnole agiscano nello spazio pubblico, come comunichino la propria autorità e in che modo vengano percepite, sostenute o attaccate in funzione del loro genere. L’analisi si fonda su un duplice asse: da un lato lo studio dei modelli comunicativi delle leader attraverso un approccio qualitativo e semiotico; dall’altro, un’indagine empirica composta da un questionario strutturato rivolto alla cittadinanza e da un’analisi computazionale del linguaggio misogino e sessista rilevato su forum online, in particolare sulla piattaforma 4chan. Questa doppia prospettiva permette di intrecciare le dimensioni discorsive della leadership con i meccanismi percettivi e affettivi della ricezione, rivelando tensioni, ambivalenze e pratiche di potere che si annidano nella rappresentazione di genere nella sfera pubblica. La scelta di concentrare l’analisi su leader femminili in due paesi – Italia e Spagna – risponde all’esigenza di confrontare contesti socio-culturali differenti ma geograficamente e storicamente vicini, accomunati da una recente riorganizzazione delle forze progressiste e da una crescente centralità delle tematiche di genere nel 5 dibattito politico. Le figure analizzate rappresentano modelli differenti di leadership e offrono uno spettro variegato di posizionamenti, sensibilità e stili comunicativi. Tale pluralità è stata esplorata attraverso interviste semi-strutturate, analisi testuale e osservazione del comportamento comunicativo sui social media e in contesti pubblici istituzionali. Allo stesso tempo, la ricerca ha voluto interrogare il “ritorno d’odio” che colpisce molte donne in posizioni di potere. L’analisi delle keyword emerse nei thread di 4chan rappresenta uno sforzo innovativo per mettere in luce le forme di sessismo digitalizzato che si alimentano nell’anonimato e nell’estetica del trolling tipica delle sottoculture online. Frasi come “female PM nude”, “deepfake her speech”, “woman in power rekt”, raccolte e analizzate computazionalmente, rivelano non solo una strategia di delegittimazione sistematica delle donne leader, ma anche una più ampia cultura della violenza simbolica che agisce sotterraneamente nel tessuto mediale. La cornice teorica adottata integra la Teoria delle 5W di Harold Lasswell, utile per scomporre e comprendere le strategie comunicative delle leader, con contributi del pensiero femminista e degli studi sui media digitali. L’approccio metodologico, misto e transdisciplinare, ha permesso di mettere a confronto dimensioni qualitative e quantitative, narrativa e dato, presenza e percezione, contribuendo a costruire una riflessione più solida e articolata sulle trasformazioni della leadership politica femminile nell’era digitale. Nel corso della tesi, verranno illustrati: • i tratti distintivi del modello comunicativo delle leader femminili analizzate; • le strategie visive e discorsive impiegate per comunicare empatia, autorevolezza o vicinanza; • la ricezione dei loro messaggi da parte dei cittadini, con particolare attenzione ai bias di genere e al ruolo dei media; 6 • le forme di violenza simbolica e sessista riscontrate nei commenti online e nei forum anonimi. Questa ricerca si pone dunque l’obiettivo non solo di contribuire al dibattito accademico sulle donne e il potere, ma anche di fornire strumenti analitici utili per le scienze sociali, la comunicazione politica e le politiche pubbliche. Comprendere il modo in cui le donne costruiscono e vivono la leadership, e il modo in cui vengono raccontate, accolte o osteggiate, è oggi più che mai fondamentale per costruire democrazie inclusive e consapevoli. Infine, questo lavoro nasce anche da un’urgenza personale e generazionale. Come cittadina, come studiosa, come parte di una generazione che si interroga ogni giorno sul significato della rappresentanza, dell’equità e della giustizia, sento la necessità di porre l’attenzione sulle immagini date della politica e aprire lo sguardo su possibilità più giuste e più vere, in cui anche la parola delle donne conti, resista e trasformi.
Rappresentazioni e narrazioni di leadership femminile nei media: un'analisi comparativa tra Italia e Spagna
CASAGRANDE, ROBERTA
2026-05-08
Abstract
Negli ultimi decenni, la presenza femminile nelle istituzioni politiche è aumentata significativamente, ma questo incremento quantitativo non è sempre coinciso con una trasformazione qualitativa nella percezione pubblica, nella rappresentazione mediatica o nei modelli comunicativi delle leader. La figura della donna in politica continua a essere interpretata, narrata e giudicata attraverso lenti distorte, che spesso si intrecciano con stereotipi di genere, aspettative culturali e logiche mediali polarizzanti. In un panorama caratterizzato da una profonda trasformazione delle dinamiche comunicative – accelerata dalla digitalizzazione della politica e dall’ibridazione tra media tradizionali e piattaforme social – si impone la necessità di ripensare in chiave critica le modalità con cui le leader donne costruiscono la propria immagine pubblica e interagiscono con cittadini ed elettori. La presente ricerca nasce da questo nodo teorico e politico, con l’obiettivo di esplorare come le leader femminili italiane e spagnole agiscano nello spazio pubblico, come comunichino la propria autorità e in che modo vengano percepite, sostenute o attaccate in funzione del loro genere. L’analisi si fonda su un duplice asse: da un lato lo studio dei modelli comunicativi delle leader attraverso un approccio qualitativo e semiotico; dall’altro, un’indagine empirica composta da un questionario strutturato rivolto alla cittadinanza e da un’analisi computazionale del linguaggio misogino e sessista rilevato su forum online, in particolare sulla piattaforma 4chan. Questa doppia prospettiva permette di intrecciare le dimensioni discorsive della leadership con i meccanismi percettivi e affettivi della ricezione, rivelando tensioni, ambivalenze e pratiche di potere che si annidano nella rappresentazione di genere nella sfera pubblica. La scelta di concentrare l’analisi su leader femminili in due paesi – Italia e Spagna – risponde all’esigenza di confrontare contesti socio-culturali differenti ma geograficamente e storicamente vicini, accomunati da una recente riorganizzazione delle forze progressiste e da una crescente centralità delle tematiche di genere nel 5 dibattito politico. Le figure analizzate rappresentano modelli differenti di leadership e offrono uno spettro variegato di posizionamenti, sensibilità e stili comunicativi. Tale pluralità è stata esplorata attraverso interviste semi-strutturate, analisi testuale e osservazione del comportamento comunicativo sui social media e in contesti pubblici istituzionali. Allo stesso tempo, la ricerca ha voluto interrogare il “ritorno d’odio” che colpisce molte donne in posizioni di potere. L’analisi delle keyword emerse nei thread di 4chan rappresenta uno sforzo innovativo per mettere in luce le forme di sessismo digitalizzato che si alimentano nell’anonimato e nell’estetica del trolling tipica delle sottoculture online. Frasi come “female PM nude”, “deepfake her speech”, “woman in power rekt”, raccolte e analizzate computazionalmente, rivelano non solo una strategia di delegittimazione sistematica delle donne leader, ma anche una più ampia cultura della violenza simbolica che agisce sotterraneamente nel tessuto mediale. La cornice teorica adottata integra la Teoria delle 5W di Harold Lasswell, utile per scomporre e comprendere le strategie comunicative delle leader, con contributi del pensiero femminista e degli studi sui media digitali. L’approccio metodologico, misto e transdisciplinare, ha permesso di mettere a confronto dimensioni qualitative e quantitative, narrativa e dato, presenza e percezione, contribuendo a costruire una riflessione più solida e articolata sulle trasformazioni della leadership politica femminile nell’era digitale. Nel corso della tesi, verranno illustrati: • i tratti distintivi del modello comunicativo delle leader femminili analizzate; • le strategie visive e discorsive impiegate per comunicare empatia, autorevolezza o vicinanza; • la ricezione dei loro messaggi da parte dei cittadini, con particolare attenzione ai bias di genere e al ruolo dei media; 6 • le forme di violenza simbolica e sessista riscontrate nei commenti online e nei forum anonimi. Questa ricerca si pone dunque l’obiettivo non solo di contribuire al dibattito accademico sulle donne e il potere, ma anche di fornire strumenti analitici utili per le scienze sociali, la comunicazione politica e le politiche pubbliche. Comprendere il modo in cui le donne costruiscono e vivono la leadership, e il modo in cui vengono raccontate, accolte o osteggiate, è oggi più che mai fondamentale per costruire democrazie inclusive e consapevoli. Infine, questo lavoro nasce anche da un’urgenza personale e generazionale. Come cittadina, come studiosa, come parte di una generazione che si interroga ogni giorno sul significato della rappresentanza, dell’equità e della giustizia, sento la necessità di porre l’attenzione sulle immagini date della politica e aprire lo sguardo su possibilità più giuste e più vere, in cui anche la parola delle donne conti, resista e trasformi.Pubblicazioni consigliate
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