Questa tesi esplora il fenomeno delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) nel Mezzogiorno d’Italia come dispositivo sociotecnico di contrasto alla povertà energetica e di riappropriazione collettiva del territorio. Attraverso un approccio sociologico qualitativo, lo studio analizza cinque casi studio localizzati in contesti caratterizzati da marginalità economica, fragilità infrastrutturale e processi di esclusione socio-ambientale: Napoli Est, Messina (Fondo Saccà), Ferla (SR), Villanovaforru e Ussaramanna (SU). La ricerca si concentra sulle pratiche partecipative che rendono possibile l’attivazione delle CER e sulla loro capacità di generare valore sociale oltre che energetico. Le CER vengono lette come strumenti di innovazione sociale, capaci di innescare dinamiche di governance dal basso, promuovere modelli redistributivi e rafforzare il legame tra comunità e territorio. Nel quadro della transizione energetica e della giustizia ambientale, le CER nel Sud Italia mostrano potenzialità significative ma anche criticità legate alla frammentazione istituzionale, ai limiti normativi e alla disomogenea capacità tecnica e organizzativa dei territori. La tesi contribuisce al dibattito sulle transizioni giuste e sulle forme emergenti di cittadinanza energetica, proponendo una lettura delle CER come infrastrutture socio-territoriali con un ruolo strategico nei processi di inclusione e coesione.
Le Comunità Energetiche Rinnovabili nel Mezzogiorno: una ricerca sociologica tra pratiche partecipative, territori vulnerabili e giustizia energetica
D'ALEO, ERIKA
2026-05-08
Abstract
Questa tesi esplora il fenomeno delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) nel Mezzogiorno d’Italia come dispositivo sociotecnico di contrasto alla povertà energetica e di riappropriazione collettiva del territorio. Attraverso un approccio sociologico qualitativo, lo studio analizza cinque casi studio localizzati in contesti caratterizzati da marginalità economica, fragilità infrastrutturale e processi di esclusione socio-ambientale: Napoli Est, Messina (Fondo Saccà), Ferla (SR), Villanovaforru e Ussaramanna (SU). La ricerca si concentra sulle pratiche partecipative che rendono possibile l’attivazione delle CER e sulla loro capacità di generare valore sociale oltre che energetico. Le CER vengono lette come strumenti di innovazione sociale, capaci di innescare dinamiche di governance dal basso, promuovere modelli redistributivi e rafforzare il legame tra comunità e territorio. Nel quadro della transizione energetica e della giustizia ambientale, le CER nel Sud Italia mostrano potenzialità significative ma anche criticità legate alla frammentazione istituzionale, ai limiti normativi e alla disomogenea capacità tecnica e organizzativa dei territori. La tesi contribuisce al dibattito sulle transizioni giuste e sulle forme emergenti di cittadinanza energetica, proponendo una lettura delle CER come infrastrutture socio-territoriali con un ruolo strategico nei processi di inclusione e coesione.Pubblicazioni consigliate
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


