Il contributo prende le mosse dalla testa-ritratto bronzea di Tiberio (Brindisi, Museo Archeologico "F. Ribezzo", inv. 47935) recuperata nel 1992 nel giacimento subacqueo di Punta del Serrone, a nord di Brindisi, in seno a un ricco complesso di statue bronzee databili tra il IV sec. a.C. e il II d.C. e destinate alla rifusione. L'A. Katia Mannino (§§ 1-2) ne propone una circostanziata descrizione tecnica e stilistica, evidenziando la resa "viva" del modellato, il vortice delle ciocche e i tratti fisionomici giovanili che riconducono la scultura al tipo ritrattistico "Kopenhagen 623" (secondo la classificazione di D. Hertel, 2013), in cui il futuro principe è effigiato in forma idealizzata. Pur inserito nel relativo Sottotipo, il bronzo brindisino si distingue per qualità esecutiva e si configura come un unicum, plausibilmente più vicino al prototipo originario rispetto alle repliche marmoree note. Sulla scorta dei dati archeologici relativi al carico navale – e in particolare della presenza, nel medesimo contesto, di sculture connesse alla figura di Erode Attico – l'A. avanza l'ipotesi di una provenienza orientale del manufatto (Atene, Delo o Corinto), corroborata dalla larga diffusione, in Grecia e nelle province orientali, di basi iscritte destinate a sostenere statue di Tiberio (cfr. Højte 2005). Si propone inoltre una datazione successiva all'adozione del 4 d.C. e una restituzione ricostruttiva della statua loricata, supportata dal modello 3D illustrato in appendice da A. Bandiera. A partire dall'ipotesi di provenienza orientale formulata nella prima parte, l'A. Mariangela Puglisi (§§ 3–6) conduce una sistematica analisi numismatica di tutte le emissioni monetali raffiguranti Tiberio cesare anteriori alla sua ascesa al principato, censite sia nella monetazione provinciale (RPC online) sia in quella ufficiale dell'Urbe e di Lugdunum (RIC I²). Lo spoglio quantitativo conferma una distribuzione lievemente prevalente in area orientale (14 zecche, 5 province, 20 emissioni) rispetto a quella occidentale (9 zecche, 3 province, 18 emissioni) e mette in luce la precocità della celebrazione provinciale di Tiberio rispetto alle zecche imperiali, che lo introducono nei tipi monetali solo dopo l'allontanamento di Agrippa Postumo (5-6 d.C.). Caso singolare ed emblematico è quello di Corinto, unica zecca a presentare l'intera "rosa" dei potenziali successori di Augusto (Tiberio, Agrippa Postumo, Germanico, Druso minore) e a offrire un modello ritrattistico tipologicamente molto prossimo – nei tratti somatici, nell'attaccatura e nella resa della capigliatura – al bronzo di Punta del Serrone, con datazione al 4-5 d.C. compatibile con la cronologia del ritratto. L'analisi si conclude con l'individuazione di sei schemi iconografici ricorrenti adottati per la rappresentazione degli eredi nella monetazione augustea, articolati in due gruppi (associazione con il Princeps / eredi quali unici protagonisti) e destinati a una lunga fortuna nella successiva tradizione imperiale.
Optimus ac iustissimus princeps. Un ritratto di Tiberio tra i bronzi di Punta del Serrone (Brindisi) e i suoi confronti nell’iconograia monetale
Mariangela Puglisi;
2025-01-01
Abstract
Il contributo prende le mosse dalla testa-ritratto bronzea di Tiberio (Brindisi, Museo Archeologico "F. Ribezzo", inv. 47935) recuperata nel 1992 nel giacimento subacqueo di Punta del Serrone, a nord di Brindisi, in seno a un ricco complesso di statue bronzee databili tra il IV sec. a.C. e il II d.C. e destinate alla rifusione. L'A. Katia Mannino (§§ 1-2) ne propone una circostanziata descrizione tecnica e stilistica, evidenziando la resa "viva" del modellato, il vortice delle ciocche e i tratti fisionomici giovanili che riconducono la scultura al tipo ritrattistico "Kopenhagen 623" (secondo la classificazione di D. Hertel, 2013), in cui il futuro principe è effigiato in forma idealizzata. Pur inserito nel relativo Sottotipo, il bronzo brindisino si distingue per qualità esecutiva e si configura come un unicum, plausibilmente più vicino al prototipo originario rispetto alle repliche marmoree note. Sulla scorta dei dati archeologici relativi al carico navale – e in particolare della presenza, nel medesimo contesto, di sculture connesse alla figura di Erode Attico – l'A. avanza l'ipotesi di una provenienza orientale del manufatto (Atene, Delo o Corinto), corroborata dalla larga diffusione, in Grecia e nelle province orientali, di basi iscritte destinate a sostenere statue di Tiberio (cfr. Højte 2005). Si propone inoltre una datazione successiva all'adozione del 4 d.C. e una restituzione ricostruttiva della statua loricata, supportata dal modello 3D illustrato in appendice da A. Bandiera. A partire dall'ipotesi di provenienza orientale formulata nella prima parte, l'A. Mariangela Puglisi (§§ 3–6) conduce una sistematica analisi numismatica di tutte le emissioni monetali raffiguranti Tiberio cesare anteriori alla sua ascesa al principato, censite sia nella monetazione provinciale (RPC online) sia in quella ufficiale dell'Urbe e di Lugdunum (RIC I²). Lo spoglio quantitativo conferma una distribuzione lievemente prevalente in area orientale (14 zecche, 5 province, 20 emissioni) rispetto a quella occidentale (9 zecche, 3 province, 18 emissioni) e mette in luce la precocità della celebrazione provinciale di Tiberio rispetto alle zecche imperiali, che lo introducono nei tipi monetali solo dopo l'allontanamento di Agrippa Postumo (5-6 d.C.). Caso singolare ed emblematico è quello di Corinto, unica zecca a presentare l'intera "rosa" dei potenziali successori di Augusto (Tiberio, Agrippa Postumo, Germanico, Druso minore) e a offrire un modello ritrattistico tipologicamente molto prossimo – nei tratti somatici, nell'attaccatura e nella resa della capigliatura – al bronzo di Punta del Serrone, con datazione al 4-5 d.C. compatibile con la cronologia del ritratto. L'analisi si conclude con l'individuazione di sei schemi iconografici ricorrenti adottati per la rappresentazione degli eredi nella monetazione augustea, articolati in due gruppi (associazione con il Princeps / eredi quali unici protagonisti) e destinati a una lunga fortuna nella successiva tradizione imperiale.Pubblicazioni consigliate
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