Il contributo analizza la pronunzia del 29 gennaio 2026 della Corte federale del lavoro tedesca che, pronunciandosi su un caso di sospetta discriminazione diretta di una aspirante lavoratrice di fede musulmana - esclusa dalla società selezionatrice anche in ragione della ritenuta applicabilità di un divieto di utilizzo del velo islamico nell’esercizio dei compiti di addetta ai controlli di sicurezza aeroportuale - si è espressa nel senso che i divieti generalizzati di indossare capi di abbigliamento aventi significato religioso, in mancanza di un pericolo concreto per il bene giuridico della neutralità dello Stato e di una adeguata dimostrazione del probabile prodursi di conflitti nel posto di lavoro, non possono giustificare restrizioni alla libertà religiosa.
La questione del velo islamico delle addette ai controlli di sicurezza aeroportuale: tra pretese di “neutralità” e libertà religiosa
Licastro Angelo
2026-01-01
Abstract
Il contributo analizza la pronunzia del 29 gennaio 2026 della Corte federale del lavoro tedesca che, pronunciandosi su un caso di sospetta discriminazione diretta di una aspirante lavoratrice di fede musulmana - esclusa dalla società selezionatrice anche in ragione della ritenuta applicabilità di un divieto di utilizzo del velo islamico nell’esercizio dei compiti di addetta ai controlli di sicurezza aeroportuale - si è espressa nel senso che i divieti generalizzati di indossare capi di abbigliamento aventi significato religioso, in mancanza di un pericolo concreto per il bene giuridico della neutralità dello Stato e di una adeguata dimostrazione del probabile prodursi di conflitti nel posto di lavoro, non possono giustificare restrizioni alla libertà religiosa.Pubblicazioni consigliate
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