Introduzione. Il D.Lgs. 101/2020 ha introdotto un significativo aggiornamento degli standard di radioprotezione in ambito sanitario. La letteratura recente evidenzia come persista spesso un divario tra la conoscenza teorica delle normative e l'effettiva applicazione delle misure di sicurezza nella pratica clinica quotidiana [1]. In questo contesto, l'utilizzo del modello KAP (Knowledge, Attitude, Practice) rappresenta un valido strumento per esaminare la cultura della sicurezza, consentendo di quantificare l'allineamento tra il patrimonio nozionistico, la percezione soggettiva del rischio e la reale declinazione delle procedure nella pratica clinica [2, 3]. Obiettivi. Obiettivo dello studio è descrivere le dimensioni della cultura della radioprotezione (KAP) tra i lavoratori radioesposti di un'Azienda Ospedaliera Universitaria, al fine di individuare specifici gap formativi o dissonanze comportamentali nell'applicazione del D.Lgs. 101/2020. Metodi. È stato condotto uno studio osservazionale trasversale su un campione di personale esposto a radiazioni ionizzanti. Per la valutazione è stato sviluppato uno specifico questionario KAP composto da 24 item. La validità di contenuto dello strumento è stata accertata mediante il metodo di Lawshe da un panel di 10 esperti (S-CVI = 0.83). Successivamente, è stato condotto uno studio pilota (N=30) che ha confermato un'eccellente coerenza interna dei domini (α di Cronbach fino a 0.89) e una buona stabilità temporale mediante procedura di test-retest a 4 settimane (ICC tra 0.65 e 0.89). Il reclutamento del campione definitivo è attualmente in corso contestualmente alle visite di sorveglianza sanitaria. I punteggi grezzi ottenuti verranno normalizzati su una scala 0-100 per facilitare l'analisi statistica e il confronto tra le diverse aree indagate. Risultati. Il campione è composto da 154 lavoratori (56% uomini, 44% donne), costituito prevalentemente da personale giovane con età <30 anni (44%) e 30-39 anni (38%). Le figure professionali coinvolte comprendono specializzandi (60%), medici (15%), infermieri (13%), personale tecnico (6%) e fisici (3%). L'indagine ha evidenziato un punteggio medio normalizzato di 64.7±23.9 per le Conoscenze (Knowledge) e 68.5±17.0 per gli Atteggiamenti (Attitude). Il dominio delle Pratiche operative (Practice) ha registrato il punteggio più elevato (77.3±15.9). Conclusioni. I risultati suggeriscono una buona aderenza alle procedure di sicurezza aziendali (es. uso di DPI/dosimetri) da parte dei lavoratori, non supportata tuttavia da un'adeguata consapevolezza teorico-normativa. Ciò indica che i comportamenti adottati sono spesso frutto di automatismi procedurali o imposizioni organizzative, piuttosto che di una reale percezione del rischio. Pur confermando l’- efficacia dei protocolli aziendali, emerge la necessità di superare un approccio formativo esclusivamente nozionistico. In questa prospettiva, l’implementazione di interventi educativi mirati, integrati da audit e sistemi di feedback periodici con il supporto delle figure esperte di riferimento, potrebbe favorire il passaggio da un’adesione meccanica alle procedure a una cultura della sicurezza radiologica più solida, consapevole e partecipata.

Radioprotezione in ambito sanitario: indagine su rischio percepito e conoscenza normativa negli operatori sanitari

Federico Maccarrone
Primo
;
Antonino Raffa;Michele Teodoro
Ultimo
2026-01-01

Abstract

Introduzione. Il D.Lgs. 101/2020 ha introdotto un significativo aggiornamento degli standard di radioprotezione in ambito sanitario. La letteratura recente evidenzia come persista spesso un divario tra la conoscenza teorica delle normative e l'effettiva applicazione delle misure di sicurezza nella pratica clinica quotidiana [1]. In questo contesto, l'utilizzo del modello KAP (Knowledge, Attitude, Practice) rappresenta un valido strumento per esaminare la cultura della sicurezza, consentendo di quantificare l'allineamento tra il patrimonio nozionistico, la percezione soggettiva del rischio e la reale declinazione delle procedure nella pratica clinica [2, 3]. Obiettivi. Obiettivo dello studio è descrivere le dimensioni della cultura della radioprotezione (KAP) tra i lavoratori radioesposti di un'Azienda Ospedaliera Universitaria, al fine di individuare specifici gap formativi o dissonanze comportamentali nell'applicazione del D.Lgs. 101/2020. Metodi. È stato condotto uno studio osservazionale trasversale su un campione di personale esposto a radiazioni ionizzanti. Per la valutazione è stato sviluppato uno specifico questionario KAP composto da 24 item. La validità di contenuto dello strumento è stata accertata mediante il metodo di Lawshe da un panel di 10 esperti (S-CVI = 0.83). Successivamente, è stato condotto uno studio pilota (N=30) che ha confermato un'eccellente coerenza interna dei domini (α di Cronbach fino a 0.89) e una buona stabilità temporale mediante procedura di test-retest a 4 settimane (ICC tra 0.65 e 0.89). Il reclutamento del campione definitivo è attualmente in corso contestualmente alle visite di sorveglianza sanitaria. I punteggi grezzi ottenuti verranno normalizzati su una scala 0-100 per facilitare l'analisi statistica e il confronto tra le diverse aree indagate. Risultati. Il campione è composto da 154 lavoratori (56% uomini, 44% donne), costituito prevalentemente da personale giovane con età <30 anni (44%) e 30-39 anni (38%). Le figure professionali coinvolte comprendono specializzandi (60%), medici (15%), infermieri (13%), personale tecnico (6%) e fisici (3%). L'indagine ha evidenziato un punteggio medio normalizzato di 64.7±23.9 per le Conoscenze (Knowledge) e 68.5±17.0 per gli Atteggiamenti (Attitude). Il dominio delle Pratiche operative (Practice) ha registrato il punteggio più elevato (77.3±15.9). Conclusioni. I risultati suggeriscono una buona aderenza alle procedure di sicurezza aziendali (es. uso di DPI/dosimetri) da parte dei lavoratori, non supportata tuttavia da un'adeguata consapevolezza teorico-normativa. Ciò indica che i comportamenti adottati sono spesso frutto di automatismi procedurali o imposizioni organizzative, piuttosto che di una reale percezione del rischio. Pur confermando l’- efficacia dei protocolli aziendali, emerge la necessità di superare un approccio formativo esclusivamente nozionistico. In questa prospettiva, l’implementazione di interventi educativi mirati, integrati da audit e sistemi di feedback periodici con il supporto delle figure esperte di riferimento, potrebbe favorire il passaggio da un’adesione meccanica alle procedure a una cultura della sicurezza radiologica più solida, consapevole e partecipata.
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