Un’indagine esaustiva sui giornali universitari e sulle organizzazioni studentesche che curavano quelle redazioni, appare, com’è comprensibile, piuttosto ardua per la difficoltà di rintracciare quelle fonti spesso specchio di un cambiamento sostanziale dell’atteggiamento degli studenti nei confronti della politica e delle istituzioni rappresentative. Questa ricerca, relativa alla realtà messinese, analizza la stampa “goliardica” locale, espressione di quell’associazionismo studentesco sorto, più o meno spontaneamente, all’indomani del crollo del regime fascista, cercando di capire come e perché «un mito di fondamentale irresponsabilità, come quello proposto dalla tradizione goliardica, cambi di segno tramutandosi, con il ritorno alla democrazia, in un mito di responsabile libertà». In questa prospettiva è stato utile prendere le mosse, seppure per grandi linee, dall’editoria fascista prodotta dai giovani universitari messinesi per verificare come tra “continuità” e “discontinuità” si passi da una stampa di regime ad una di indirizzo democratico, poiché «ogni ordinamento affonda le proprie radici in un trascorso dal quale deriva origini e caratteri, per cui sarebbe davvero difficile poterne comprendere la reale essenza e le potenzialità nel presente senza tenere conto dei momenti qualificanti della sua storia».

La stampa universitaria a Messina nel secondo dopoguerra

DE SALVO, Patrizia
2008

Abstract

Un’indagine esaustiva sui giornali universitari e sulle organizzazioni studentesche che curavano quelle redazioni, appare, com’è comprensibile, piuttosto ardua per la difficoltà di rintracciare quelle fonti spesso specchio di un cambiamento sostanziale dell’atteggiamento degli studenti nei confronti della politica e delle istituzioni rappresentative. Questa ricerca, relativa alla realtà messinese, analizza la stampa “goliardica” locale, espressione di quell’associazionismo studentesco sorto, più o meno spontaneamente, all’indomani del crollo del regime fascista, cercando di capire come e perché «un mito di fondamentale irresponsabilità, come quello proposto dalla tradizione goliardica, cambi di segno tramutandosi, con il ritorno alla democrazia, in un mito di responsabile libertà». In questa prospettiva è stato utile prendere le mosse, seppure per grandi linee, dall’editoria fascista prodotta dai giovani universitari messinesi per verificare come tra “continuità” e “discontinuità” si passi da una stampa di regime ad una di indirizzo democratico, poiché «ogni ordinamento affonda le proprie radici in un trascorso dal quale deriva origini e caratteri, per cui sarebbe davvero difficile poterne comprendere la reale essenza e le potenzialità nel presente senza tenere conto dei momenti qualificanti della sua storia».
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