La cosiddetta Naumachia nel centro di Taormina è sicuramente uno dei monumenti più impressionanti della Sicilia di età imperiale. Attraverso un accurato esame delle sue fondazioni in calcare, L. Campagna argomenta che la Naumachia romana è il risultato della trasformazione di un edificio più antico, una monumentale stoà con avancorpi laterali lunga più di 112 metri, della quale successivamente venne demolita la fronte per costruire la monumentale facciata ad absidi di età romana, riutilizzando i primi due gradini del crepidoma. La profondità interna del portico doveva essere di circa 17,50 metri. Si propongono quindi alcuni confronti con edifici a portico simili della Sicilia e della Grecia, in base ai quali la datazione del monumento taorminese andrebbe collocata tra la metà del III ed il II sec. a.C. L’identificazione del grande portico e del piazzale antistante ha conseguenze rilevanti per la topografia della città, che vengono esaminate da G.F. La Torre nella seconda parte del contributo.

Ricerche sui monumenti e sulla topografia di Tauromenion: una stoà ellenistica nell'area della Naumachia

CAMPAGNA, Lorenzo;LA TORRE, Gioacchino Francesco
2008

Abstract

La cosiddetta Naumachia nel centro di Taormina è sicuramente uno dei monumenti più impressionanti della Sicilia di età imperiale. Attraverso un accurato esame delle sue fondazioni in calcare, L. Campagna argomenta che la Naumachia romana è il risultato della trasformazione di un edificio più antico, una monumentale stoà con avancorpi laterali lunga più di 112 metri, della quale successivamente venne demolita la fronte per costruire la monumentale facciata ad absidi di età romana, riutilizzando i primi due gradini del crepidoma. La profondità interna del portico doveva essere di circa 17,50 metri. Si propongono quindi alcuni confronti con edifici a portico simili della Sicilia e della Grecia, in base ai quali la datazione del monumento taorminese andrebbe collocata tra la metà del III ed il II sec. a.C. L’identificazione del grande portico e del piazzale antistante ha conseguenze rilevanti per la topografia della città, che vengono esaminate da G.F. La Torre nella seconda parte del contributo.
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