L’editio princeps degli Ecatommiti di Giovan Battista Giraldi Cinzio (Monteregale 1565) accoglie in calce un esteso errata corrige, organizzato in due tavole, il cui interesse risiede essenzialmente nel fatto che, tra le indicazioni di emendamento dei numerosi refusi tipografici (inevitabili in un’opera che sfiora le millenovecento pagine), sono presenti indicazioni di carattere normativo, mirate alla risoluzione delle oscillazioni grafiche e fono-morfologiche tipiche della stampa. La paternità giraldiana di tale errata corrige è presumibile sulla scorta dell’orientamento linguistico attestato da coeve testimonianze d’autore. La minuziosa analisi degli emendamenti prescritti non soltanto si è rivelata determinante sotto il profilo filologico (offrendo sicuri appigli per la ricostruzione della facies degli Ecatommiti voluta dall’autore e sollecitando riflessioni critiche e metodologiche sull’edizione critica dell’opera, a cura di Susanna Villari, attualmente in corso di stampa), ma ha consentito anche di aggiungere una tessera al dibattito linguistico che nel Cinquecento accompagnò il processo di standardizzazione del volgare sollecitato dalle esigenze della divulgazione editoriale.

Un prontuario grammaticale in un errata corrige cinquecentesco: le "tavole degli errori" dell'edizione monregalese degli Ecatommiti, in "Filologia e critica"

VILLARI, Susanna
2008

Abstract

L’editio princeps degli Ecatommiti di Giovan Battista Giraldi Cinzio (Monteregale 1565) accoglie in calce un esteso errata corrige, organizzato in due tavole, il cui interesse risiede essenzialmente nel fatto che, tra le indicazioni di emendamento dei numerosi refusi tipografici (inevitabili in un’opera che sfiora le millenovecento pagine), sono presenti indicazioni di carattere normativo, mirate alla risoluzione delle oscillazioni grafiche e fono-morfologiche tipiche della stampa. La paternità giraldiana di tale errata corrige è presumibile sulla scorta dell’orientamento linguistico attestato da coeve testimonianze d’autore. La minuziosa analisi degli emendamenti prescritti non soltanto si è rivelata determinante sotto il profilo filologico (offrendo sicuri appigli per la ricostruzione della facies degli Ecatommiti voluta dall’autore e sollecitando riflessioni critiche e metodologiche sull’edizione critica dell’opera, a cura di Susanna Villari, attualmente in corso di stampa), ma ha consentito anche di aggiungere una tessera al dibattito linguistico che nel Cinquecento accompagnò il processo di standardizzazione del volgare sollecitato dalle esigenze della divulgazione editoriale.
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