L’articolo descrive, in chiave critica, il sistema italiano di vigilanza sui “mercati di strumenti finanziari”, intesi sia come le strutture organizzate al fine di consentire la regolare esecuzione delle negoziazioni mobiliari, sia come i soggetti che gestiscono tali sofisticati apparati, di centrale rilevanza nelle moderne economie. In particolare, dopo avere tratteggiato i caratteri generali dell’attività di vigilanza sui mercati di strumenti finanziari (connotata da profili di complessità e di originalità, e destinata a subire, per effetto della direttiva Mifid 2004/39/CE, consistenti innovazioni), lo studio mira ad identificare i limiti e le debolezze della disciplina in materia, assumendo come specifico punto di indagine i c.d. mercati regolamentati. L’analisi è volta, inoltre, ad individuare i rimedi e le modifiche legislative occorrenti per superare i limiti ravvisabili nel contesto normativo in esame. L’ultima parte, infine, affronta l’ampio tema della vigilanza finanziaria internazionale, soffermandosi sugli aspetti della cooperazione fra supervisori nazionali e, più in particolare, sul dibattito in merito all’opportunità di istituire una o più autorità di vigilanza sovranazionali, in considerazione del crescente grado di integrazione fra mercati e di globalizzazione delle attività finanziarie.

La vigilanza sui mercati di strumenti finanziari, tra vecchi principi e nuove esigenze di riforma.

CIRAOLO, Francesco
2005

Abstract

L’articolo descrive, in chiave critica, il sistema italiano di vigilanza sui “mercati di strumenti finanziari”, intesi sia come le strutture organizzate al fine di consentire la regolare esecuzione delle negoziazioni mobiliari, sia come i soggetti che gestiscono tali sofisticati apparati, di centrale rilevanza nelle moderne economie. In particolare, dopo avere tratteggiato i caratteri generali dell’attività di vigilanza sui mercati di strumenti finanziari (connotata da profili di complessità e di originalità, e destinata a subire, per effetto della direttiva Mifid 2004/39/CE, consistenti innovazioni), lo studio mira ad identificare i limiti e le debolezze della disciplina in materia, assumendo come specifico punto di indagine i c.d. mercati regolamentati. L’analisi è volta, inoltre, ad individuare i rimedi e le modifiche legislative occorrenti per superare i limiti ravvisabili nel contesto normativo in esame. L’ultima parte, infine, affronta l’ampio tema della vigilanza finanziaria internazionale, soffermandosi sugli aspetti della cooperazione fra supervisori nazionali e, più in particolare, sul dibattito in merito all’opportunità di istituire una o più autorità di vigilanza sovranazionali, in considerazione del crescente grado di integrazione fra mercati e di globalizzazione delle attività finanziarie.
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