Autorevole esponente del cosiddetto naturalismo fiorentino, Lorenzo Lippi (1606-1665) è autore del Malmantile racquistato, un poema giocoso in ottava rima, che si è imposto e s’impone all’attenzione degli storici della lingua per il carattere popolaresco della lingua. Attraverso l’utilizzazione di una sequenza ininterrotta di modi di dire, Lippi appare l’iniziatore di una moda toscaneggiante, imitata a lungo nei secoli e ben presente nel gusto dei nostri tempi. Nel saggio si prendono in esame alcune locuzioni idiomatiche presenti nel Malmantile: per saggiarne la vitalità si utilizzano gli archivi elettronici di due quotidiani di diffusione nazionale (‘‘La Stampa’’ e ‘‘la Repubblica’’) e quattro dizionari dell’uso (Devoto-Oli, GRADIT, Sabatini-Coletti e Zingarelli). Dal presente studio emerge che la sorte di Lorenzo Lippi ricorda da vicino quella toccata ad altri autorevoli fautori del naturalismo (un nome per tutti: Machiavelli), destinati a incidere poco sulle sorti dell’italiano. La sua toscanità ha ben poco in comune con quella di Manzoni, ma per la storia della lingua italiana Lorenzo Lippi non è passato invano: il suo contributo è stato qualitativamente rilevante e rivive di continuo nell’usualità di tanti modi idiomatici, a cui l’italiano contemporaneo non sa rinunciare. Si deve un po’ all’opera di Lippi, se l’italiano di oggi, anche quello di tono sostenuto, appare più agile e snello.

Il contributo di Lorenzo Lippi all'italiano contemporaneo

SCAVUZZO, Carmelo
2006

Abstract

Autorevole esponente del cosiddetto naturalismo fiorentino, Lorenzo Lippi (1606-1665) è autore del Malmantile racquistato, un poema giocoso in ottava rima, che si è imposto e s’impone all’attenzione degli storici della lingua per il carattere popolaresco della lingua. Attraverso l’utilizzazione di una sequenza ininterrotta di modi di dire, Lippi appare l’iniziatore di una moda toscaneggiante, imitata a lungo nei secoli e ben presente nel gusto dei nostri tempi. Nel saggio si prendono in esame alcune locuzioni idiomatiche presenti nel Malmantile: per saggiarne la vitalità si utilizzano gli archivi elettronici di due quotidiani di diffusione nazionale (‘‘La Stampa’’ e ‘‘la Repubblica’’) e quattro dizionari dell’uso (Devoto-Oli, GRADIT, Sabatini-Coletti e Zingarelli). Dal presente studio emerge che la sorte di Lorenzo Lippi ricorda da vicino quella toccata ad altri autorevoli fautori del naturalismo (un nome per tutti: Machiavelli), destinati a incidere poco sulle sorti dell’italiano. La sua toscanità ha ben poco in comune con quella di Manzoni, ma per la storia della lingua italiana Lorenzo Lippi non è passato invano: il suo contributo è stato qualitativamente rilevante e rivive di continuo nell’usualità di tanti modi idiomatici, a cui l’italiano contemporaneo non sa rinunciare. Si deve un po’ all’opera di Lippi, se l’italiano di oggi, anche quello di tono sostenuto, appare più agile e snello.
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