L’esigenza dello studio di una monetazione nel suo complesso, come era frequente nel passato, sembra non essere più tanto avvertita, a discapito delle frazioni e del numerario bronzeo. È, invece, utile rivalutare l’apporto che l’esame dell’intero sistema monetale può dare a vantaggio della comprensione dell’economia e delle caratteristiche della circolazione monetale all’interno di una città. Tentando di ricomporre il quadro monetale corinzio ci si è basati sul confronto tra le frazioni e i bronzi con gli stateri per trovare gli eventuali parallelismi a livello iconografico, stilistico e relativamente ai sistemi di controllo delle emissioni per giungere ad una periodizzazione delle frazioni e dei bronzi tramite gli agganci cronologici forniti dagli studi condotti sui nominali maggiori o dai dati dai rinvenimenti archeologici. Il sistema corinzio si mostra fin dal suo primo apparire molto complesso, considerata l’articolazione in vari nominali frazionari. I quantitativi di essi risultano variabili in base ai periodi, segno di una politica monetaria attenta e flessibile a seconda degli avvenimenti politici e sociali riguardanti la città. Ciò risulta particolarmente evidente nei periodi di crisi dovuti alle guerre in cui la polis interviene o con l’introduzione di nuovi nominali – come nel caso delle trihemidracme – o con la contrazione delle emissioni per mancanza del metallo necessario o ancora con la sostituzione della moneta bronzea alle frazioni in argento. Particolarmente importanti anche per la definizione della cronologia della monetazione corinzia sembrano i confronti con le emissioni magnogreche e siciliane emersi a livello iconografico - per esempio nella varietà delle acconciature delle teste femminili presenti su alcune emissioni - o ancora nell’uso dei segni di valore su parte dei nominali frazionari, analogie che sembrano essere abbastanza frequenti già a partire dal V sec. a.C. e facilmente giustificabili grazie ai contatti politici e commerciali fra le due aree, tanto più che Siracusa era la più importante colonia corinzia in Occidente. Tali elementi di confronto vanno inoltre ad aggiungersi all’utilizzo del sistema ponderale corinzio e alle numerose riconiazioni e alla densa presenza in Occidente dei tesoretti contenenti moneta corinzia.

Monetazione corinzia in età greca: le frazioni argentee

PUGLISI, Mariangela
2000

Abstract

L’esigenza dello studio di una monetazione nel suo complesso, come era frequente nel passato, sembra non essere più tanto avvertita, a discapito delle frazioni e del numerario bronzeo. È, invece, utile rivalutare l’apporto che l’esame dell’intero sistema monetale può dare a vantaggio della comprensione dell’economia e delle caratteristiche della circolazione monetale all’interno di una città. Tentando di ricomporre il quadro monetale corinzio ci si è basati sul confronto tra le frazioni e i bronzi con gli stateri per trovare gli eventuali parallelismi a livello iconografico, stilistico e relativamente ai sistemi di controllo delle emissioni per giungere ad una periodizzazione delle frazioni e dei bronzi tramite gli agganci cronologici forniti dagli studi condotti sui nominali maggiori o dai dati dai rinvenimenti archeologici. Il sistema corinzio si mostra fin dal suo primo apparire molto complesso, considerata l’articolazione in vari nominali frazionari. I quantitativi di essi risultano variabili in base ai periodi, segno di una politica monetaria attenta e flessibile a seconda degli avvenimenti politici e sociali riguardanti la città. Ciò risulta particolarmente evidente nei periodi di crisi dovuti alle guerre in cui la polis interviene o con l’introduzione di nuovi nominali – come nel caso delle trihemidracme – o con la contrazione delle emissioni per mancanza del metallo necessario o ancora con la sostituzione della moneta bronzea alle frazioni in argento. Particolarmente importanti anche per la definizione della cronologia della monetazione corinzia sembrano i confronti con le emissioni magnogreche e siciliane emersi a livello iconografico - per esempio nella varietà delle acconciature delle teste femminili presenti su alcune emissioni - o ancora nell’uso dei segni di valore su parte dei nominali frazionari, analogie che sembrano essere abbastanza frequenti già a partire dal V sec. a.C. e facilmente giustificabili grazie ai contatti politici e commerciali fra le due aree, tanto più che Siracusa era la più importante colonia corinzia in Occidente. Tali elementi di confronto vanno inoltre ad aggiungersi all’utilizzo del sistema ponderale corinzio e alle numerose riconiazioni e alla densa presenza in Occidente dei tesoretti contenenti moneta corinzia.
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