Le attività terziarie da sempre svolgono un’importante funzione strategica non solo per l’economia locale e per l’occupazione, ma anche perché nella concezione moderna, supportata dall’esperienza di altri stati europei, sono diventate grandi attrattori di un particolare “turismo” che coniuga commercio e tempo libero, in linea con le tendenze dei moderni programmi di rigenerazione urbana. Il commercio, nelle sue varie forme, ha un effetto domino all’interno e all’esterno delle città. È tangibile infatti il legame di queste attività con il centro storico dove si trovano negozi, magazzini, botteghe storiche, attività gestite in franchising e mercati. All’esterno invece gli spazi sono colonizzati dai grandi complessi commerciali mutuati dalla tradizione nord-americana e organizzati secondo un modello che spesso unisce il commercio all’industria della cultura. Ovviamente il dualismo commerciale che ne deriva spesso si riflette sull’area urbana più stratificata, non sempre positivamente. Assistiamo infatti alla lenta scomparsa dei negozi di vicinato, alla chiusura dei negozi storici, dovuta anche a problemi relativi alla accessibilità dei centri storici e ai crescenti flussi di traffico in uscita per raggiungere i poli commerciali dove il consumatore trova più conveniente acquistare e trascorrere il tempo libero. Il commercio non ha invaso solo i negozi, i magazzini e i centri commerciali ma anche quelli che un tempo erano semplici luoghi di transito come le stazioni ferroviarie, gli aeroporti, i passaggi sotterranei delle metropolitane, gli alberghi, i casinò, i teatri, le navi da crociera nonché le università, gli ospedali, le multisale cinematografiche, estendendosi anche ai luoghi di culto e ai musei, dando vita ai “non–luoghi”. In questa ricerca si vuole mettere in evidenza la validità dei mercati storici come la Pescheria di Catania come fattore di attrattività dei visitatori.

Gli spazi del commercio nei processi di trasformazione urbana

DI BLASI, Elena
2008-01-01

Abstract

Le attività terziarie da sempre svolgono un’importante funzione strategica non solo per l’economia locale e per l’occupazione, ma anche perché nella concezione moderna, supportata dall’esperienza di altri stati europei, sono diventate grandi attrattori di un particolare “turismo” che coniuga commercio e tempo libero, in linea con le tendenze dei moderni programmi di rigenerazione urbana. Il commercio, nelle sue varie forme, ha un effetto domino all’interno e all’esterno delle città. È tangibile infatti il legame di queste attività con il centro storico dove si trovano negozi, magazzini, botteghe storiche, attività gestite in franchising e mercati. All’esterno invece gli spazi sono colonizzati dai grandi complessi commerciali mutuati dalla tradizione nord-americana e organizzati secondo un modello che spesso unisce il commercio all’industria della cultura. Ovviamente il dualismo commerciale che ne deriva spesso si riflette sull’area urbana più stratificata, non sempre positivamente. Assistiamo infatti alla lenta scomparsa dei negozi di vicinato, alla chiusura dei negozi storici, dovuta anche a problemi relativi alla accessibilità dei centri storici e ai crescenti flussi di traffico in uscita per raggiungere i poli commerciali dove il consumatore trova più conveniente acquistare e trascorrere il tempo libero. Il commercio non ha invaso solo i negozi, i magazzini e i centri commerciali ma anche quelli che un tempo erano semplici luoghi di transito come le stazioni ferroviarie, gli aeroporti, i passaggi sotterranei delle metropolitane, gli alberghi, i casinò, i teatri, le navi da crociera nonché le università, gli ospedali, le multisale cinematografiche, estendendosi anche ai luoghi di culto e ai musei, dando vita ai “non–luoghi”. In questa ricerca si vuole mettere in evidenza la validità dei mercati storici come la Pescheria di Catania come fattore di attrattività dei visitatori.
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