Lo scopo del presente studio è verificare, se a parità di condizioni di rischio, una maggiore competenza verbale possa rappresentare una risorsa per la prevenzione dello sviluppo di comportamenti antisociali. In particolare, relativamente alla qualità (positive/negative) delle interazioni tra coetanei e insegnante-alunno e alla modalità comunicativa (verbale/non verbale), sono state analizzate le differenze tra alunni con diverso livello di competenza verbale (alto vs basso) e di diverso livello evolutivo (7/8 anni vs 10/11 anni). Quaranta bambini equamente distribuiti nelle due fasce di età, con un livello socio-culturale medio-basso, sono stati suddivisi in due gruppi (alta e bassa competenza verbale), sulla base dei punteggi ottenuti alle prove di similarità e di fluidità categoriale. Il campione è stato osservato in classe, registrando su un’apposita scheda, tutti i comportamenti di interazione emessi da ciascun bambino nei confronti dei compagni e dell’insegnante. Dai risultati emerge che adeguate competenze verbali sembrano favorire maggiori scambi conversazionali, sia verbali sia gestuali, ed una maggiore propensione ai comportanti prosociali e di collaborazione verso gli altri. Al contrario, i soggetti con limitate competenze verbali sembrano adottare, più frequentemente, stili comunicativi aggressivi e comportamenti di rifiuto, sia verso i coetanei sia nei confronti dell’insegnante. Tale andamento sembra essere confermato in entrambi i livelli evolutivi.

Competenze verbali e abilità sociali: analisi delle interazioni in ambito scolastico

FILIPPELLO, Giuseppa;OLIVA, PATRIZIA;
2010-01-01

Abstract

Lo scopo del presente studio è verificare, se a parità di condizioni di rischio, una maggiore competenza verbale possa rappresentare una risorsa per la prevenzione dello sviluppo di comportamenti antisociali. In particolare, relativamente alla qualità (positive/negative) delle interazioni tra coetanei e insegnante-alunno e alla modalità comunicativa (verbale/non verbale), sono state analizzate le differenze tra alunni con diverso livello di competenza verbale (alto vs basso) e di diverso livello evolutivo (7/8 anni vs 10/11 anni). Quaranta bambini equamente distribuiti nelle due fasce di età, con un livello socio-culturale medio-basso, sono stati suddivisi in due gruppi (alta e bassa competenza verbale), sulla base dei punteggi ottenuti alle prove di similarità e di fluidità categoriale. Il campione è stato osservato in classe, registrando su un’apposita scheda, tutti i comportamenti di interazione emessi da ciascun bambino nei confronti dei compagni e dell’insegnante. Dai risultati emerge che adeguate competenze verbali sembrano favorire maggiori scambi conversazionali, sia verbali sia gestuali, ed una maggiore propensione ai comportanti prosociali e di collaborazione verso gli altri. Al contrario, i soggetti con limitate competenze verbali sembrano adottare, più frequentemente, stili comunicativi aggressivi e comportamenti di rifiuto, sia verso i coetanei sia nei confronti dell’insegnante. Tale andamento sembra essere confermato in entrambi i livelli evolutivi.
2010
Italiano
ELETTRONICO
13
1
131
156
26
http://www.lifespan.it/index.asp
no
Nazionale
Sì, ma tipo non specificato
Competenza verbale; Comportamento sociale; Interazioni scolastiche
CICLO EVOLUTIVO E DISABILITA' Intende promuove la ricerca interdisciplinare sugli aspetti psicologici, sociali, educativi, riabilitativi e neuropsicologici dei cicli evolutivi della vita umana, nell’ottica della ‘life-span psychology’ con l’obiettivo di favorire lo studio delle persone con problemi cognitivi ed emozionali - per ragioni transitorie o persistenti – nei diversi periodi della vita soprattutto quando specifici momenti esistenziali (ad esempio adolescenza, disoccupazione, pensionamento, fine della fertilità) possono diventare fonte di disagio o di vera e propria disabilità. L’attenzione viene centrata, per i diversi periodi della vita e per le differenti condizioni di disagio, sulle capacità utilizzabili per favorire la crescita della persona, sfruttando pienamente tutte le potenzialità esistenti o residue. L’ottica secondo cui questi aspetti sono considerati è di volta in volta educativa, sociale e ambientale, ma tenendo costantemente in evidenza i collegamenti con i fondamenti bio-psicologici e con i dati della ricerca sperimentale. Vengono pubblicati due fascicoli per anno. Ogni fascicolo include contributi di ricerca che riportano i risultati di studi originali di natura teorica, metodologica o empirica; strumenti diagnostici e di intervento (presentazioni di nuove tecniche, schede, griglie in ambito diagnostico e di intervento, o verifiche con dati di sperimentazione di strumenti già in uso); esperienze e case-report (descrizione di approcci abilitativi e riabilitativi e di casi di particolare rilevanza clinica); review sulle più recenti conoscenze relative ad uno specifico argomento; recensioni bibliografiche e di software specializzato. 1 CITAZIONE: - OPAC Sebina OpenLibrary - Roma
info:eu-repo/semantics/article
Filippello, Giuseppa; Oliva, Patrizia; Alessi, I.
14.a Contributo in Rivista::14.a.1 Articolo su rivista
3
262
none
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