Il lavoro studia la fisionomia delle varianti presenti in opere lasciate incompiute dagli autori, la cui codificazione teorica non è stata ancora recepita dai manuali di filologia. Specificamente il problema è incentrato sulla tradizione dell’Africa del Petrarca, ma riguarda tutte le opere incompiute che hanno conservato varianti d’autore (nell’articolo sono messi a fuoco, ad es., casi esemplari del Triumphus Eternitatis). Nel ms. Laur. Acquisti e Doni 441, accurata trascrizione dell’originale del poema petrarchesco, sono individuate due tipologie di varianti: le ‘varianti di lavoro’, ancora in attesa di essere perfezionate in vista della scelta definitiva, e le ‘varianti attive’, annotate accanto alle lezioni del testo base, che tuttavia non sono state cancellate, perché evidentemente il poeta non era pienamente sicuro di doverle sostituire. Le ‘varianti attive’ devono essere a tutti gli effetti considerate dall’editore come parte integrante del testo, non devono essere relegate nell’apparato redazionale ma pubblicate nello stesso spazio visivo delle lezioni cui esse si riferiscono: tale scelta ha ovviamente una forte ricaduta anche sul piano artistico. Come specimen sono pubblicati alla fine dell’articolo i vv. 1-74 del V libro dell’Africa, la celebre descrizione della bellezza di Sofonisba, brano ricco di varianti attive, edite nel contesto visivo dell’esametro, e di varianti di lavoro, collocate nei luoghi corrispondenti dell’apparato.

Ecdotica dell'opera incompiuta: 'varianti attive' e 'varianti di lavoro' nell'"Africa" del Petrarca

FERA, Vincenzo
2010-01-01

Abstract

Il lavoro studia la fisionomia delle varianti presenti in opere lasciate incompiute dagli autori, la cui codificazione teorica non è stata ancora recepita dai manuali di filologia. Specificamente il problema è incentrato sulla tradizione dell’Africa del Petrarca, ma riguarda tutte le opere incompiute che hanno conservato varianti d’autore (nell’articolo sono messi a fuoco, ad es., casi esemplari del Triumphus Eternitatis). Nel ms. Laur. Acquisti e Doni 441, accurata trascrizione dell’originale del poema petrarchesco, sono individuate due tipologie di varianti: le ‘varianti di lavoro’, ancora in attesa di essere perfezionate in vista della scelta definitiva, e le ‘varianti attive’, annotate accanto alle lezioni del testo base, che tuttavia non sono state cancellate, perché evidentemente il poeta non era pienamente sicuro di doverle sostituire. Le ‘varianti attive’ devono essere a tutti gli effetti considerate dall’editore come parte integrante del testo, non devono essere relegate nell’apparato redazionale ma pubblicate nello stesso spazio visivo delle lezioni cui esse si riferiscono: tale scelta ha ovviamente una forte ricaduta anche sul piano artistico. Come specimen sono pubblicati alla fine dell’articolo i vv. 1-74 del V libro dell’Africa, la celebre descrizione della bellezza di Sofonisba, brano ricco di varianti attive, edite nel contesto visivo dell’esametro, e di varianti di lavoro, collocate nei luoghi corrispondenti dell’apparato.
2010
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