Il rapporto tra giudizio tributario e giudizio penale, e ancor prima tra procedimento amministrativo di accertamento del tributo e indagini, non è di agevole soluzione e può dar luogo a fenomeni di “interferenza” che sono stati affrontati, anche recentemente, dal legislatore e dalla giurisprudenza. I problemi riguardano il valore da assegnare alle risultanze istruttorie in caso di sovrapposizione tra i riti e la “considerazione” da riservare al giudicato esterno formatosi nel diverso rito. Nell’affrontare, analiticamente, le delicate questioni appare utile muovere dai numerosi e successivi interventi normativi, testimoni della rilevanza e delicatezza delle implicazioni, oltre che dall’evoluzione del senso critico, politico e sociale sottesa alle modifiche ordinamentali. A questo dato di partenza occorre aggiungere l’indispensabile valutazione di una esegesi giurisprudenziale sensibile e analitica. Non meno necessario è esaminare il vario atteggiarsi delle possibili pronunzie penali in rapporto ai possibili esiti del processo tributario. La ricostruzione operata evidenzia criticità note e nuove, tentando di operare un’utile sintesi che giunga a sottolineare la necessità di approcci innovativi e di un accorto coordinamento critico, che non disperda, in ossequio a malintesi eccessi autonomistici, il lavoro di indagine, ma neppure ignori la necessità di autonoma valutazione critica, considerate le rilevanti divergenze di rito che distinguono le procedure considerate.

LE INTERFERENZE TRA PROCESSO TRIBUTARIO E PROCESSO PENALE: PREGIUDIZIALITA', AUTONOMIA O COORDINAZIONE CRITICA.

NICOTINA, Ludovico
2011

Abstract

Il rapporto tra giudizio tributario e giudizio penale, e ancor prima tra procedimento amministrativo di accertamento del tributo e indagini, non è di agevole soluzione e può dar luogo a fenomeni di “interferenza” che sono stati affrontati, anche recentemente, dal legislatore e dalla giurisprudenza. I problemi riguardano il valore da assegnare alle risultanze istruttorie in caso di sovrapposizione tra i riti e la “considerazione” da riservare al giudicato esterno formatosi nel diverso rito. Nell’affrontare, analiticamente, le delicate questioni appare utile muovere dai numerosi e successivi interventi normativi, testimoni della rilevanza e delicatezza delle implicazioni, oltre che dall’evoluzione del senso critico, politico e sociale sottesa alle modifiche ordinamentali. A questo dato di partenza occorre aggiungere l’indispensabile valutazione di una esegesi giurisprudenziale sensibile e analitica. Non meno necessario è esaminare il vario atteggiarsi delle possibili pronunzie penali in rapporto ai possibili esiti del processo tributario. La ricostruzione operata evidenzia criticità note e nuove, tentando di operare un’utile sintesi che giunga a sottolineare la necessità di approcci innovativi e di un accorto coordinamento critico, che non disperda, in ossequio a malintesi eccessi autonomistici, il lavoro di indagine, ma neppure ignori la necessità di autonoma valutazione critica, considerate le rilevanti divergenze di rito che distinguono le procedure considerate.
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