Il lavoro è stato realizzato non da una ipotesi circoscritta, bensì da un tema generale i cui elementi costitutivi si sono resi visibili solo successivamente attraverso l’analisi di alcune interviste in profondità. In totale sono state condotte 69 interviste in profondità, in un periodo compreso tra maggio e dicembre del 2004, ad individui appartenenti alla classe di età 33-37 anni, e precisamente a 18 uomini e a 51 donne, aventi tutti titolo di studio medio alto (diploma o laurea) e con un’attività lavorativa in atto o conclusasi entro i sei mesi precedenti. Inoltre è stata rivolta una particolare attenzione ai condizionamenti legati alle reti parentali e soprattutto alla famiglia di origine ed a fattori oggettivi di contesto, quali la situazione del mercato del lavoro, delle abitazioni e dei servizi pubblici più in generale. Gli intervistati appartengono sia al Comune di Messina che alla provincia e si trovavano, al momento del contatto, in differenti situazioni familiari: coniugati con figli, senza figli o soli indipendentemente dalla residenza separata o congiunta con le loro famiglie di origine. I temi trattati nel corso delle interviste semi-strutturate sono stati molto vasti ed hanno riguardato, oltre la biografia individuale e familiare, aspetti della flessibilità e precarietà del mondo del lavoro, della conciliazione dei tempi lavorativi e familiari, del “contratto tra generazioni” e della sua evoluzione, dei progetti di vita degli individui e il loro modo di porsi emotivamente di fronte ai progetti stessi, dei legami di imprinting e attaccamento entro cui gli individui si sono formati nella prima socializzazione. Le narrazioni in questo studio sono state analizzate con lo scopo di individuare le dinamiche di reciprocità di coppia e nella fattispecie il punto di vista adottato è quello degli uomini in coppia residenti a Messina e provincia. Si potrebbe eccepire che il materiale pensato per altri scopi sia inadeguato per indagare la coppia, ma esiste un’altra ragione per accettare una traccia di intervista così estesa. Infatti, un’indagine finalizzata allo studio della condivisione maschile alla gestione della casa e alla cura dei figli, avrebbe presumibilmente influenzato le risposte degli uomini spostando verso l’alto i livelli di coinvolgimento domestico. Inoltre, la capacità del metodo qualitativo crea un vantaggio nel momento in cui si vogliono analizzare gli antecedenti causali di un fenomeno, procedendo prima con reti causali individuali e successivamente interindividuali . Gli uomini in coppia nelle loro narrazioni sono più disposti ad esporre il tema della suddivisione del lavoro di casa con la partner, mentre risultano meno pronti a parlare sull’origine dell’unione o sulla scelta di avere un figlio, argomenti ai quali rispondevano in maniera sintetica. Ne consegue che proprio l’organizzazione domestica meglio si presta ad una osservazione approfondita di tipo qualitativo sull’interazione di coppia. Detto questo due sono gli obiettivi da perseguire. Il primo è quello di una classificazione delle forme dell’organizzazione domestica intermedia, rispetto a quelle estreme dell’organizzazione paritaria tra i coniugi e dell’organizzazione tradizionale-rigida, in cui il carico del lavoro familiare grava principalmente sulla donna. Il secondo consiste nell’individuazione degli antecedenti causali delle forme di organizzazione domestica previste al punto precedente.

Il contributo maschile nella ripartizione del lavoro domestico in un contesto territoriale del Sud Italia

AVENA, Giuseppe
2011

Abstract

Il lavoro è stato realizzato non da una ipotesi circoscritta, bensì da un tema generale i cui elementi costitutivi si sono resi visibili solo successivamente attraverso l’analisi di alcune interviste in profondità. In totale sono state condotte 69 interviste in profondità, in un periodo compreso tra maggio e dicembre del 2004, ad individui appartenenti alla classe di età 33-37 anni, e precisamente a 18 uomini e a 51 donne, aventi tutti titolo di studio medio alto (diploma o laurea) e con un’attività lavorativa in atto o conclusasi entro i sei mesi precedenti. Inoltre è stata rivolta una particolare attenzione ai condizionamenti legati alle reti parentali e soprattutto alla famiglia di origine ed a fattori oggettivi di contesto, quali la situazione del mercato del lavoro, delle abitazioni e dei servizi pubblici più in generale. Gli intervistati appartengono sia al Comune di Messina che alla provincia e si trovavano, al momento del contatto, in differenti situazioni familiari: coniugati con figli, senza figli o soli indipendentemente dalla residenza separata o congiunta con le loro famiglie di origine. I temi trattati nel corso delle interviste semi-strutturate sono stati molto vasti ed hanno riguardato, oltre la biografia individuale e familiare, aspetti della flessibilità e precarietà del mondo del lavoro, della conciliazione dei tempi lavorativi e familiari, del “contratto tra generazioni” e della sua evoluzione, dei progetti di vita degli individui e il loro modo di porsi emotivamente di fronte ai progetti stessi, dei legami di imprinting e attaccamento entro cui gli individui si sono formati nella prima socializzazione. Le narrazioni in questo studio sono state analizzate con lo scopo di individuare le dinamiche di reciprocità di coppia e nella fattispecie il punto di vista adottato è quello degli uomini in coppia residenti a Messina e provincia. Si potrebbe eccepire che il materiale pensato per altri scopi sia inadeguato per indagare la coppia, ma esiste un’altra ragione per accettare una traccia di intervista così estesa. Infatti, un’indagine finalizzata allo studio della condivisione maschile alla gestione della casa e alla cura dei figli, avrebbe presumibilmente influenzato le risposte degli uomini spostando verso l’alto i livelli di coinvolgimento domestico. Inoltre, la capacità del metodo qualitativo crea un vantaggio nel momento in cui si vogliono analizzare gli antecedenti causali di un fenomeno, procedendo prima con reti causali individuali e successivamente interindividuali . Gli uomini in coppia nelle loro narrazioni sono più disposti ad esporre il tema della suddivisione del lavoro di casa con la partner, mentre risultano meno pronti a parlare sull’origine dell’unione o sulla scelta di avere un figlio, argomenti ai quali rispondevano in maniera sintetica. Ne consegue che proprio l’organizzazione domestica meglio si presta ad una osservazione approfondita di tipo qualitativo sull’interazione di coppia. Detto questo due sono gli obiettivi da perseguire. Il primo è quello di una classificazione delle forme dell’organizzazione domestica intermedia, rispetto a quelle estreme dell’organizzazione paritaria tra i coniugi e dell’organizzazione tradizionale-rigida, in cui il carico del lavoro familiare grava principalmente sulla donna. Il secondo consiste nell’individuazione degli antecedenti causali delle forme di organizzazione domestica previste al punto precedente.
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