Com’è ormai, ben noto, il Consiglio dei ministri, in data 19 novembre 2009, ha approvato, in via definitiva, un disegno di legge che individua le funzioni fondamentali di province e comuni e semplifica taluni aspetti dell’ordinamento regionale e locale. Il provvedimento contiene, inoltre, alcune importanti deleghe conferite al Governo in materia di trasferimento di funzioni amministrative, c.d. Carta delle autonomie locali, razionalizzazione delle province e delle prefettureuffici territoriali del Governo. Un intero capo del provvedimento è dedicato a una importante operazione di riordino e soppressione di organismi decentrati (in particolare comunità montane, difensori civici, circoscrizioni di decentramento comunale, consorzi di enti locali). Vengono, altresì, proposte misure in favore dei piccoli comuni ed è ridotto il numero dei compiti dei consiglieri delle Giunte comunali e provinciali. La Camera dei deputati, durante l’assemblea del 30 giugno 2010, ha approvato il disegno di legge del Governo (A.C. 3118) che interviene sulla materia delle funzioni degli enti locali, al fine di adeguarla alla riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione. Tra i punti qualificanti del provvedimento vi è, per l’appunto, una delega al Governo per l’adozione della “Carta delle autonomie locali”, in cui riunire e coordinare sistematicamente le disposizioni statali che disciplinano gli enti locali. Tale disegno di legge, che costituisce provvedimento collegato alla manovra di finanza pubblica, interviene sull’attuale assetto normativo delle autonomie locali, risalente sostanzialmente ai primi anni ’90 del secolo scorso. Attraverso l’intervento de quo, si introducono disposizioni di adeguamento alla riforma della Parte seconda della Costituzione approvata nel 2001, che ha attribuito nuove funzioni alle comunità locali, dotandole di autonomia finanziaria. In relazione a tale autonomia, inoltre, si pongono i presupposti per la concreta attuazione della legge sul federalismo fiscale, che ha previsto, tra l’altro, una ripartizione delle spese degli enti locali tra: spese riconducibili alle funzioni fondamentali individuate dalla legislazione statale; spese relative alle altre funzioni; spese finanziate con contributi speciali. In questo quadro, il disegno di legge A.C. 3118 individua le funzioni fondamentali di comuni, province e città metropolitane e dà attuazione al principio di sussidiarietà, contenuto nell’articolo 118 della Costituzione, prevedendo l’individuazione e il trasferimento di funzioni amministrative a enti locali e regioni. Il provvedimento reca, perciò, una delega al Governo per l’adozione della “Carta delle autonomie locali” che raccolga e coordini tutte le norme sugli enti locali, destinata a sostituire il testo unico delle autonomie locali (Tuel) del 2000 (Dlgs n. 267/2000).

Verso la Carta delle Autonomie Locali

BATTISTA, FABIO MARTINO
2012

Abstract

Com’è ormai, ben noto, il Consiglio dei ministri, in data 19 novembre 2009, ha approvato, in via definitiva, un disegno di legge che individua le funzioni fondamentali di province e comuni e semplifica taluni aspetti dell’ordinamento regionale e locale. Il provvedimento contiene, inoltre, alcune importanti deleghe conferite al Governo in materia di trasferimento di funzioni amministrative, c.d. Carta delle autonomie locali, razionalizzazione delle province e delle prefettureuffici territoriali del Governo. Un intero capo del provvedimento è dedicato a una importante operazione di riordino e soppressione di organismi decentrati (in particolare comunità montane, difensori civici, circoscrizioni di decentramento comunale, consorzi di enti locali). Vengono, altresì, proposte misure in favore dei piccoli comuni ed è ridotto il numero dei compiti dei consiglieri delle Giunte comunali e provinciali. La Camera dei deputati, durante l’assemblea del 30 giugno 2010, ha approvato il disegno di legge del Governo (A.C. 3118) che interviene sulla materia delle funzioni degli enti locali, al fine di adeguarla alla riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione. Tra i punti qualificanti del provvedimento vi è, per l’appunto, una delega al Governo per l’adozione della “Carta delle autonomie locali”, in cui riunire e coordinare sistematicamente le disposizioni statali che disciplinano gli enti locali. Tale disegno di legge, che costituisce provvedimento collegato alla manovra di finanza pubblica, interviene sull’attuale assetto normativo delle autonomie locali, risalente sostanzialmente ai primi anni ’90 del secolo scorso. Attraverso l’intervento de quo, si introducono disposizioni di adeguamento alla riforma della Parte seconda della Costituzione approvata nel 2001, che ha attribuito nuove funzioni alle comunità locali, dotandole di autonomia finanziaria. In relazione a tale autonomia, inoltre, si pongono i presupposti per la concreta attuazione della legge sul federalismo fiscale, che ha previsto, tra l’altro, una ripartizione delle spese degli enti locali tra: spese riconducibili alle funzioni fondamentali individuate dalla legislazione statale; spese relative alle altre funzioni; spese finanziate con contributi speciali. In questo quadro, il disegno di legge A.C. 3118 individua le funzioni fondamentali di comuni, province e città metropolitane e dà attuazione al principio di sussidiarietà, contenuto nell’articolo 118 della Costituzione, prevedendo l’individuazione e il trasferimento di funzioni amministrative a enti locali e regioni. Il provvedimento reca, perciò, una delega al Governo per l’adozione della “Carta delle autonomie locali” che raccolga e coordini tutte le norme sugli enti locali, destinata a sostituire il testo unico delle autonomie locali (Tuel) del 2000 (Dlgs n. 267/2000).
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