Introduzione e scopo: Il benessere dei cani e dei gatti nei rifugi sembrerebbe essere influenzato dall'inadeguatezza delle strutture e degli spazi a disposizione, nonché dal tipo di rapporto che si instaura tra animali e operatori. Tale lavoro valuta, attraverso un'approfondita indagine conoscitiva, le condizioni di vita di cani e gatti nei rifugi dislocati sul territorio nazionale. Materiali e metodi: La ricerca è stata realizzata attraverso la somministrazione di un questionario anonimo a volontari di canili e gattili. La correlazione esistente fra le differenti variabili osservate è stata valutata con il coefficiente di correlazione di Spearman. Risultati: Dei 242 volontari di canili contattati, una minima parte (10,3%) ha compilato il questionario, e dei volontari dei 106 gattili interpellati solo il 16,9% ha partecipato al progetto, dimostrando, pertanto, un modesto interesse. La maggior parte di essi erano residenti in Sicilia, Piemonte e Lombardia. Le analisi statistiche hanno evidenziato come un adeguato arricchimento ambientale e una corretta interazione con l’uomo possano ridurre le manifestazioni di stress per entrambe le specie, nonché favorire adozioni di successo. Discussione: I dati ottenuti dimostrano come la legislazione in materia di randagismo debba essere integrata con appropriate indicazioni sul grado di arricchimento ambientale e sull’interazione con l’uomo. Gli operatori dei rifugi andrebbero poi istruiti con appositi corsi di formazione ad una corretta socializzazione con gli animali, al fine di rendere serena la permanenza degli animali nei rifugi, permettendo, quindi, adozioni definitive.

INDAGINE CONOSCITIVA SUI RIFUGI IN ITALIA: PROSPETTIVE FUTURE

QUARTARONE, VALERIA;PASSANTINO, Annamaria
2012

Abstract

Introduzione e scopo: Il benessere dei cani e dei gatti nei rifugi sembrerebbe essere influenzato dall'inadeguatezza delle strutture e degli spazi a disposizione, nonché dal tipo di rapporto che si instaura tra animali e operatori. Tale lavoro valuta, attraverso un'approfondita indagine conoscitiva, le condizioni di vita di cani e gatti nei rifugi dislocati sul territorio nazionale. Materiali e metodi: La ricerca è stata realizzata attraverso la somministrazione di un questionario anonimo a volontari di canili e gattili. La correlazione esistente fra le differenti variabili osservate è stata valutata con il coefficiente di correlazione di Spearman. Risultati: Dei 242 volontari di canili contattati, una minima parte (10,3%) ha compilato il questionario, e dei volontari dei 106 gattili interpellati solo il 16,9% ha partecipato al progetto, dimostrando, pertanto, un modesto interesse. La maggior parte di essi erano residenti in Sicilia, Piemonte e Lombardia. Le analisi statistiche hanno evidenziato come un adeguato arricchimento ambientale e una corretta interazione con l’uomo possano ridurre le manifestazioni di stress per entrambe le specie, nonché favorire adozioni di successo. Discussione: I dati ottenuti dimostrano come la legislazione in materia di randagismo debba essere integrata con appropriate indicazioni sul grado di arricchimento ambientale e sull’interazione con l’uomo. Gli operatori dei rifugi andrebbero poi istruiti con appositi corsi di formazione ad una corretta socializzazione con gli animali, al fine di rendere serena la permanenza degli animali nei rifugi, permettendo, quindi, adozioni definitive.
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