Nel Cinquecento i principali naturalisti furono sovente anche medici e diedero un ampio contributo alla sistematica botanica pre-linneana, costituendo erbari e compilando ricettari e tassonomie, elenchi di erbe e piante e nomenclature, segnando un progresso nelle ricerce fitonimiche e fitotassonomiche, per non parlare della vasta produzione cinquecentesca di opere su magica e sacra nelle quali vi erano riferimenti di rilievo alle specie vegetali, alle loro classificazioni ed al loro uso. Medico e botanico, nonché umanista, Bartolomeo Maranta fu Autore della Methodus Cognoscendorum Simplicium , che segnò un progresso nella metodologia botanica, contemplando tre livelli di classificazione delle piante, la nomenclatura, la delineazione e le proprietà medicinali dei semplici, e le indicazioni del loro impiego come medicine. Nel suo percorso di studio, l’interesse medico rimase prevalente, ma la scienza botanica costituì un fruttuoso campo di investigazione ed un indispensabile supporto anche agli esperimenti di laboratorio che condusse nel “museo” naturalistico di Ferrante Imperato a Napoli. La presente disamina ne delinea la figura di poliedrico uomo del Rinascimento, che coltivò, accanto a quelli scientifici, interessi letterari ed artistici. A Renaissance Wonder-room. Pharmacopoeia and Science in a XVth Century Treatise. During the Italian Renaissance, botany gradually emerged from natural history as an independent science, distinct from medicine. With the expansion of trade and exploration beyond Europe, the many new plants being discovered were subjected to an increasingly rigorous process of naming, description, and classification. Botanical and alchemical applications were a step towards greater contributions to science and medicine and both had empirical bases. Italian pharmacists utilized botanic gardens or maintained their own. The botanical gardens, whose history is closely linked to the history of botany itself, were medicinal gardens too. Bartolomeo Maranta was botanist and physician, and around 1568 helped found a botanical garden in Rome. He combined his interests in medicine and botany in Methodus cognoscendorum simplicium (1559), in which he organized the subject of botanical pharmacology by nomenclature, species identification, and medicinal properties. Maranta and other 16th-century naturalists differed from their classical predecessors in allowing empirical evidence to have a direct shaping influence on their work; Maranta wrote that no one could “advance knowledge of simples without seeing different places and talking to diverse men [who are] experts in their profession”. Among Maranta’s most-referenced works is his treatise on antidotes to poisons, Della theriaca et del mithridato, in two volumes (1572). He conducted experiments in the natural history museum of Ferrante Imperato, but had to fend off criticism from Padua’s Academy.

Pocula et remedia nella camera delle maraviglie. Dottrina e scienza sperimentale in un trattato del Cinquecento

ALIBRANDI, Rosamaria
2015

Abstract

Nel Cinquecento i principali naturalisti furono sovente anche medici e diedero un ampio contributo alla sistematica botanica pre-linneana, costituendo erbari e compilando ricettari e tassonomie, elenchi di erbe e piante e nomenclature, segnando un progresso nelle ricerce fitonimiche e fitotassonomiche, per non parlare della vasta produzione cinquecentesca di opere su magica e sacra nelle quali vi erano riferimenti di rilievo alle specie vegetali, alle loro classificazioni ed al loro uso. Medico e botanico, nonché umanista, Bartolomeo Maranta fu Autore della Methodus Cognoscendorum Simplicium , che segnò un progresso nella metodologia botanica, contemplando tre livelli di classificazione delle piante, la nomenclatura, la delineazione e le proprietà medicinali dei semplici, e le indicazioni del loro impiego come medicine. Nel suo percorso di studio, l’interesse medico rimase prevalente, ma la scienza botanica costituì un fruttuoso campo di investigazione ed un indispensabile supporto anche agli esperimenti di laboratorio che condusse nel “museo” naturalistico di Ferrante Imperato a Napoli. La presente disamina ne delinea la figura di poliedrico uomo del Rinascimento, che coltivò, accanto a quelli scientifici, interessi letterari ed artistici. A Renaissance Wonder-room. Pharmacopoeia and Science in a XVth Century Treatise. During the Italian Renaissance, botany gradually emerged from natural history as an independent science, distinct from medicine. With the expansion of trade and exploration beyond Europe, the many new plants being discovered were subjected to an increasingly rigorous process of naming, description, and classification. Botanical and alchemical applications were a step towards greater contributions to science and medicine and both had empirical bases. Italian pharmacists utilized botanic gardens or maintained their own. The botanical gardens, whose history is closely linked to the history of botany itself, were medicinal gardens too. Bartolomeo Maranta was botanist and physician, and around 1568 helped found a botanical garden in Rome. He combined his interests in medicine and botany in Methodus cognoscendorum simplicium (1559), in which he organized the subject of botanical pharmacology by nomenclature, species identification, and medicinal properties. Maranta and other 16th-century naturalists differed from their classical predecessors in allowing empirical evidence to have a direct shaping influence on their work; Maranta wrote that no one could “advance knowledge of simples without seeing different places and talking to diverse men [who are] experts in their profession”. Among Maranta’s most-referenced works is his treatise on antidotes to poisons, Della theriaca et del mithridato, in two volumes (1572). He conducted experiments in the natural history museum of Ferrante Imperato, but had to fend off criticism from Padua’s Academy.
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