Uno studio compiuto nell'Università di Messina ha evidenziato che i candidati a un lavoro, considerati fisicamente attraenti, sono avvantaggiati nell'ottenere un colloquio. Lo studio è particolarmente significativo quando si tratta di donne: le più belle hanno il 54% di riuscita, le "meno graziose" solamente il 7% di chances di avere un colloquio di lavoro. Per arrivare a questa triste conclusione i ricercatori hanno inviato 11.000 falsi curricula per 1452 posti a molte aziende italiane. Le foto, il genere e i nomi dei candidati erano differenti, le competenze e le qualifiche rigorosamente identiche. In Parlamento è stato depositato un disegno di legge relativo alla promulgazione di un Codice del lavoro, in esso potrebbe essere contemplato il divieto di atti discriminatori in ragione di canoni estetici. Una sistematizzazione del nostro diritto del lavoro che, in materia di tutela antidiscriminatoria, non potrà non tenere conto della normativa comunitaria. A tal proposito si deve doverosamente ricordare che proprio la tutela antidiscriminatoria costituisce una delle forme fondamentali di disciplina del diritto comunitario e non solo del lavoro, in alternativa a quella rappresentata dal riconoscimento dei diritti sostanziali. In questa prospettiva i temi da affrontare non potranno che essere quelli della funzione della giurisdizione, in primis della corte di Giustizia, e il nuovo e diverso rapporto tra diritto e mercato, proprio in ordine all’esigenza di ampliare il catalogo dei divieti di discriminazione.

Beautism: nuova forma di discriminazione

BALLISTRERI, Gandolfo Maurizio
2013-01-01

Abstract

Uno studio compiuto nell'Università di Messina ha evidenziato che i candidati a un lavoro, considerati fisicamente attraenti, sono avvantaggiati nell'ottenere un colloquio. Lo studio è particolarmente significativo quando si tratta di donne: le più belle hanno il 54% di riuscita, le "meno graziose" solamente il 7% di chances di avere un colloquio di lavoro. Per arrivare a questa triste conclusione i ricercatori hanno inviato 11.000 falsi curricula per 1452 posti a molte aziende italiane. Le foto, il genere e i nomi dei candidati erano differenti, le competenze e le qualifiche rigorosamente identiche. In Parlamento è stato depositato un disegno di legge relativo alla promulgazione di un Codice del lavoro, in esso potrebbe essere contemplato il divieto di atti discriminatori in ragione di canoni estetici. Una sistematizzazione del nostro diritto del lavoro che, in materia di tutela antidiscriminatoria, non potrà non tenere conto della normativa comunitaria. A tal proposito si deve doverosamente ricordare che proprio la tutela antidiscriminatoria costituisce una delle forme fondamentali di disciplina del diritto comunitario e non solo del lavoro, in alternativa a quella rappresentata dal riconoscimento dei diritti sostanziali. In questa prospettiva i temi da affrontare non potranno che essere quelli della funzione della giurisdizione, in primis della corte di Giustizia, e il nuovo e diverso rapporto tra diritto e mercato, proprio in ordine all’esigenza di ampliare il catalogo dei divieti di discriminazione.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11570/2629968
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