La vocalità umana è stata a lungo considerata come un aspetto unico, tipico, della nostra specie e i tratti anatomici che la consentono sono stati chiamati in causa come garanzia di tale unicità (Falzone 2012). A caratterizzarla in maniera specie-specifica, non è soltanto il fatto che essa sia una tipologia articolata di produzione verbale, ma l’impiego di tale vocalità in contesti cognitivi specifici come le relazioni primarie. Volendo assegnare una relazione causale al rapporto tra comunicazione e cognizione sociale nelle diverse specie animali, si potrebbe protendere, a mio avviso, verso una codeterminazione evolutiva, dove la vocalità umana rappresenta, nella costruzione delle relazioni sociali, un vincolo cognitivo talmente forte da consentire un legame comunicativo coevolutosi con quello corporeo ma rifunzionalizzato per scopi cognitivi complessi (Pennisi, in press). Il versante etologico mostra come la vocalità costituisca uno degli aspetti attraverso cui viene costruita la dimensione sociale in molti primati, consentendoci di considerarla un elemento di codeterminzaione della cognizione sociale assieme ad altri; nel sapiens invece, la vocalità articolata assume un ruolo vincolante per la realizzazione della specifica cognizione sociale. Ovviamente la modalità di vocalizzazione e il suo impiego nella costruzione sociale varia a seconda delle peculiarità strutturali di ogni specie: è evidente, infatti, che ogni specie animale abbia il suo “corredo fonatorio” che viene applicato a contesti ecologico-sociali differenti.

Per una mente sociale. Il ruolo della vocalità nella cognizione umana e animale

ANASTASI, ALESSANDRA
2013-01-01

Abstract

La vocalità umana è stata a lungo considerata come un aspetto unico, tipico, della nostra specie e i tratti anatomici che la consentono sono stati chiamati in causa come garanzia di tale unicità (Falzone 2012). A caratterizzarla in maniera specie-specifica, non è soltanto il fatto che essa sia una tipologia articolata di produzione verbale, ma l’impiego di tale vocalità in contesti cognitivi specifici come le relazioni primarie. Volendo assegnare una relazione causale al rapporto tra comunicazione e cognizione sociale nelle diverse specie animali, si potrebbe protendere, a mio avviso, verso una codeterminazione evolutiva, dove la vocalità umana rappresenta, nella costruzione delle relazioni sociali, un vincolo cognitivo talmente forte da consentire un legame comunicativo coevolutosi con quello corporeo ma rifunzionalizzato per scopi cognitivi complessi (Pennisi, in press). Il versante etologico mostra come la vocalità costituisca uno degli aspetti attraverso cui viene costruita la dimensione sociale in molti primati, consentendoci di considerarla un elemento di codeterminzaione della cognizione sociale assieme ad altri; nel sapiens invece, la vocalità articolata assume un ruolo vincolante per la realizzazione della specifica cognizione sociale. Ovviamente la modalità di vocalizzazione e il suo impiego nella costruzione sociale varia a seconda delle peculiarità strutturali di ogni specie: è evidente, infatti, che ogni specie animale abbia il suo “corredo fonatorio” che viene applicato a contesti ecologico-sociali differenti.
2013
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