Un rigoroso esame delle fonti attesta una sorta di dualismo della personalità di scrittore di Tomaso Garzoni il quale, per un verso, riscrive opere di autori anticlassicisti, mutandone, secondo la politica perseguita dalla propaganda post-tridentina, l’afflato libertino e scettico in un messaggio conservatore; nel contempo è un poligrafo curioso, che tutto ha letto e su tutto ha scritto nell’esercitare il mestiere di cercatore di stranezze. Difatti questo eclettico personaggio, che ebbe i natali nello Stato Pontificio nel 1549, e nei suoi confini spese gran parte della propria esistenza, si espresse da intellettuale organico della Chiesa della Controriforma; tuttavia, subì il fascino di teorie in odore di eresia, in particolare di tutta l’opera di Heinrich Cornelius Agrippa von Nettesheim. Nel contesto storico della nuova Europa, caratterizzata da una pluralità di confessioni religiose, nel 1583 veniva pubblicato a Venezia Il teatro de’ vari e diversi cervelli mondani, da cui emergono le variegate frequentazioni intellettuali e la visione delle tipologie morali dei vari cervelli, quali organi del pensiero, classificati come cervelli, cervellini, cervelluzzi, cervelloni e cervellazzi. La presenza nel titolo del lemma «cervello», indica, senza ambiguità, la componente «fisiologica» del carattere, preponderante rispetto a quella astrologica, privilegiata da molti contemporanei del Canonico. Lo sforzo di contrastare le vene irrazionalistiche che giudicava filoni di sovversione politica e culturale è presente anche sullo sfondo della sua opera più celebre, La piazza universale di tutte le professioni del mondo, notevole affresco della società controriformista. La forza di circolazione delle opere garzoniane è più che mai presente ne L’Hospidale de’ pazzi incurabili, pubblicato nel 1586 presso tre diverse stamperie, con sede a Venezia, Ferrara e Piacenza, testo chiave, rispetto alla concezione della follia, per la comprensione della mentalità e della forma di scrittura degli anni del difficile passaggio dalla crisi del Rinascimento al Barocco, segnati dalle tensioni e dalle contraddizioni del Manierismo. L’opera è stata spesso paragonata all’Elogio della Follia, sebbene sia frutto di tutt’altra apertura dei tempi. Per Garzoni, difatti, la follia è da considerare l’opposto della sanità mentale, della ragione, della normalità dell’esistenza, in modo diverso rispetto alla visione onnicomprensiva erasmiana della pazzia. SUMMARY A rigorous analysis of the sources, reveals a kind of dualism of the personality of Tomaso Garzoni, who, on one hand, rewrites works by anticlassicisti, transmitting, according to the policy pursued by the propaganda of the post-Tridentine Council, a conservative message; on the other hand, in a free way, he was a polygraph who read everything and wrote on everything. Garzoni was born in Vatican State in 1549, and within its borders he spent most of his life; he expressed himself as an organic intellectual of the Church of the Counter-Reformation, but he was fascinated by heretic theories, particularly by the work of Heinrich Cornelius Agrippa von Nettesheim. The Sixteenth century itself represents a crucial period, by the entrance onto the scene of a new historical context, characterized by a plurality of religions. In Venice in 1583, it was published Il teatro de’ vari e diversi cervelli mondani, which shows the variety of the intellectual and moral types of different brains, as organs of thought, classified as brains, little brains, big brains, “cervelluzzi” and “cervellazzi”. The presence in the title of the word “brain”, unambiguously indicates the physiological component of the character, which prevails over the astrological one, which was prevalent according the contemporary thought. Garzoni’s most famous work, La piazza universale di tutte le professioni del mondo, is a great affresco of the Counter-reformist society. The Hospedale de’ Pazzi Incurabili, published in 1586 by three different editors, in Venice, Ferrara and Piacenza, had a great diffusion, and, even in recent years, the work has been carefully translated into English by Daniela Pastina and John W. Crayton with the title “The Hospital of Incurable Madness”. It represents a key text, respect to the conception of madness, for understanding the mentality in the years of a difficult transition from the Renaissance crisis to the Baroque era, marked by the tensions and the contradictions of Mannerism. For Garzoni, madness must be considered the opposite of sanity, reason, and normality, a far cry from the all-inclusive vision of madness in Erasmus’s The Praise of Folly.

Una nosografia di epoca rinascimentale: "L'Hospidale de' pazzi incurabili" di Tomaso Garzoni

ALIBRANDI, Rosamaria
2016

Abstract

Un rigoroso esame delle fonti attesta una sorta di dualismo della personalità di scrittore di Tomaso Garzoni il quale, per un verso, riscrive opere di autori anticlassicisti, mutandone, secondo la politica perseguita dalla propaganda post-tridentina, l’afflato libertino e scettico in un messaggio conservatore; nel contempo è un poligrafo curioso, che tutto ha letto e su tutto ha scritto nell’esercitare il mestiere di cercatore di stranezze. Difatti questo eclettico personaggio, che ebbe i natali nello Stato Pontificio nel 1549, e nei suoi confini spese gran parte della propria esistenza, si espresse da intellettuale organico della Chiesa della Controriforma; tuttavia, subì il fascino di teorie in odore di eresia, in particolare di tutta l’opera di Heinrich Cornelius Agrippa von Nettesheim. Nel contesto storico della nuova Europa, caratterizzata da una pluralità di confessioni religiose, nel 1583 veniva pubblicato a Venezia Il teatro de’ vari e diversi cervelli mondani, da cui emergono le variegate frequentazioni intellettuali e la visione delle tipologie morali dei vari cervelli, quali organi del pensiero, classificati come cervelli, cervellini, cervelluzzi, cervelloni e cervellazzi. La presenza nel titolo del lemma «cervello», indica, senza ambiguità, la componente «fisiologica» del carattere, preponderante rispetto a quella astrologica, privilegiata da molti contemporanei del Canonico. Lo sforzo di contrastare le vene irrazionalistiche che giudicava filoni di sovversione politica e culturale è presente anche sullo sfondo della sua opera più celebre, La piazza universale di tutte le professioni del mondo, notevole affresco della società controriformista. La forza di circolazione delle opere garzoniane è più che mai presente ne L’Hospidale de’ pazzi incurabili, pubblicato nel 1586 presso tre diverse stamperie, con sede a Venezia, Ferrara e Piacenza, testo chiave, rispetto alla concezione della follia, per la comprensione della mentalità e della forma di scrittura degli anni del difficile passaggio dalla crisi del Rinascimento al Barocco, segnati dalle tensioni e dalle contraddizioni del Manierismo. L’opera è stata spesso paragonata all’Elogio della Follia, sebbene sia frutto di tutt’altra apertura dei tempi. Per Garzoni, difatti, la follia è da considerare l’opposto della sanità mentale, della ragione, della normalità dell’esistenza, in modo diverso rispetto alla visione onnicomprensiva erasmiana della pazzia. SUMMARY A rigorous analysis of the sources, reveals a kind of dualism of the personality of Tomaso Garzoni, who, on one hand, rewrites works by anticlassicisti, transmitting, according to the policy pursued by the propaganda of the post-Tridentine Council, a conservative message; on the other hand, in a free way, he was a polygraph who read everything and wrote on everything. Garzoni was born in Vatican State in 1549, and within its borders he spent most of his life; he expressed himself as an organic intellectual of the Church of the Counter-Reformation, but he was fascinated by heretic theories, particularly by the work of Heinrich Cornelius Agrippa von Nettesheim. The Sixteenth century itself represents a crucial period, by the entrance onto the scene of a new historical context, characterized by a plurality of religions. In Venice in 1583, it was published Il teatro de’ vari e diversi cervelli mondani, which shows the variety of the intellectual and moral types of different brains, as organs of thought, classified as brains, little brains, big brains, “cervelluzzi” and “cervellazzi”. The presence in the title of the word “brain”, unambiguously indicates the physiological component of the character, which prevails over the astrological one, which was prevalent according the contemporary thought. Garzoni’s most famous work, La piazza universale di tutte le professioni del mondo, is a great affresco of the Counter-reformist society. The Hospedale de’ Pazzi Incurabili, published in 1586 by three different editors, in Venice, Ferrara and Piacenza, had a great diffusion, and, even in recent years, the work has been carefully translated into English by Daniela Pastina and John W. Crayton with the title “The Hospital of Incurable Madness”. It represents a key text, respect to the conception of madness, for understanding the mentality in the years of a difficult transition from the Renaissance crisis to the Baroque era, marked by the tensions and the contradictions of Mannerism. For Garzoni, madness must be considered the opposite of sanity, reason, and normality, a far cry from the all-inclusive vision of madness in Erasmus’s The Praise of Folly.
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