Oggi l’universo scuola è sempre più complesso, costantemente sollecitato dai repentini cambiamenti di un tessuto socio-culturale variegato, frenetico, dal quale affiorano nuove emergenze educative, nuove forme d’intolleranza e di segregazione sociale che collidono con l’esigenza, invece, di costruire un contesto sociale inclusivo a misura di tutti. Le nostre aule, infatti, come micro-ecosistemi, presentano moltissime sfumature prodotte dall’eterogeneità dei propri “abitanti”, gli alunni, a cui è necessario dare risposte immediate ed efficaci in termini educativi, formativi, sociali e valoriali. Questo fatto ci porta inevitabilmente a sostenere una visione dell’educazione speciale come processo di alfabetizzazione alla disabilità, che necessariamente deve riguardare e coinvolgere trasversalmente i plurimi contesti sociali e le molteplici figure professionali che partecipano e possono favorire la realizzazione di un “ambiente” realmente inclusivo. Scuola, extrascuola, famiglia, servizi sociali e territorio, in un lavoro sinergico, devono essere capaci di fare network e di sviluppare e diffondere la cultura della diversità, ancora carente nei gangli costitutivi della nostra società civile.

Pensare l'educazione inclusiva come processo di disability literacy.

SMERIGLIO, Donatello
2014

Abstract

Oggi l’universo scuola è sempre più complesso, costantemente sollecitato dai repentini cambiamenti di un tessuto socio-culturale variegato, frenetico, dal quale affiorano nuove emergenze educative, nuove forme d’intolleranza e di segregazione sociale che collidono con l’esigenza, invece, di costruire un contesto sociale inclusivo a misura di tutti. Le nostre aule, infatti, come micro-ecosistemi, presentano moltissime sfumature prodotte dall’eterogeneità dei propri “abitanti”, gli alunni, a cui è necessario dare risposte immediate ed efficaci in termini educativi, formativi, sociali e valoriali. Questo fatto ci porta inevitabilmente a sostenere una visione dell’educazione speciale come processo di alfabetizzazione alla disabilità, che necessariamente deve riguardare e coinvolgere trasversalmente i plurimi contesti sociali e le molteplici figure professionali che partecipano e possono favorire la realizzazione di un “ambiente” realmente inclusivo. Scuola, extrascuola, famiglia, servizi sociali e territorio, in un lavoro sinergico, devono essere capaci di fare network e di sviluppare e diffondere la cultura della diversità, ancora carente nei gangli costitutivi della nostra società civile.
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