Il saggio si propone di analizzare gli spazi e le modalità che possono essere assegnati nell’ordinamento giuridico della polis ai codici di autodisciplina dei vari gruppi etici che, analogamente alle confessioni religiose, svolgono attività d’impegno sociale secondo principi e regole spiritualmente caratterizzati. L’elaborazione e l’attuazione di questi valori etici, che identificano ciascun gruppo nello svolgimento delle attività solidaristiche, è una forma di esercizio della libertà religiosa o di coscienza. Il principio di laicità impone che, pur mantenendo chiara la distinzione tra l’ordine temporale e l’ordine spirituale, s’instaurino opportune relazioni fra i due ordini per raggiungere migliori ambiti di esplicazione della personalità umana ed un’esperienza più avanzata di democrazia. Il perseguimento del bene comune passa, infatti, anche attraverso una migliore collaborazione fra le istituzioni civili ed i gruppi etico-religiosi che animano la società. Si analizzano, così, i gruppi attivi nelle variegate forme di impegno sociale eticamente motivato: a) filantropia; b) ambientalismo, animalismo e veganismo; c) clubs service; d) valorizzazione dei beni culturali; e) agricoltura sociale; f) oratori; g) finanza etica e sharing economy; h) fondazioni familiari; i) social streets; l) architettura sociale; m) orti urbani collettivi. Le tradizionali strutture della democrazia parlamentare andrebbero, quindi, equilibrate con opportuni e congrui «innesti» di democrazia orizzontale o partecipativa, anche mediante nuove forme di istituzionalizzazione dei c.d. movimenti «dal basso». È auspicabile, pertanto, rendere più congrue le forme di rilevanza nella polis dei codici etici che identificano i vari gruppi socialmente impegnati, poiché attraverso un effettivo e trasparente esercizio della libertà di coscienza, nell’attuale contesto globalizzato, si possono valorizzare e non ghettizzare (multiculturalismo) le identità, prevenendo potenziali conflitti di coscienza o di lealtà.

Codici di autodisciplina e libertà di coscienza: per una democrazia più partecipativa e solidale

FRENI, Fortunato
2015-01-01

Abstract

Il saggio si propone di analizzare gli spazi e le modalità che possono essere assegnati nell’ordinamento giuridico della polis ai codici di autodisciplina dei vari gruppi etici che, analogamente alle confessioni religiose, svolgono attività d’impegno sociale secondo principi e regole spiritualmente caratterizzati. L’elaborazione e l’attuazione di questi valori etici, che identificano ciascun gruppo nello svolgimento delle attività solidaristiche, è una forma di esercizio della libertà religiosa o di coscienza. Il principio di laicità impone che, pur mantenendo chiara la distinzione tra l’ordine temporale e l’ordine spirituale, s’instaurino opportune relazioni fra i due ordini per raggiungere migliori ambiti di esplicazione della personalità umana ed un’esperienza più avanzata di democrazia. Il perseguimento del bene comune passa, infatti, anche attraverso una migliore collaborazione fra le istituzioni civili ed i gruppi etico-religiosi che animano la società. Si analizzano, così, i gruppi attivi nelle variegate forme di impegno sociale eticamente motivato: a) filantropia; b) ambientalismo, animalismo e veganismo; c) clubs service; d) valorizzazione dei beni culturali; e) agricoltura sociale; f) oratori; g) finanza etica e sharing economy; h) fondazioni familiari; i) social streets; l) architettura sociale; m) orti urbani collettivi. Le tradizionali strutture della democrazia parlamentare andrebbero, quindi, equilibrate con opportuni e congrui «innesti» di democrazia orizzontale o partecipativa, anche mediante nuove forme di istituzionalizzazione dei c.d. movimenti «dal basso». È auspicabile, pertanto, rendere più congrue le forme di rilevanza nella polis dei codici etici che identificano i vari gruppi socialmente impegnati, poiché attraverso un effettivo e trasparente esercizio della libertà di coscienza, nell’attuale contesto globalizzato, si possono valorizzare e non ghettizzare (multiculturalismo) le identità, prevenendo potenziali conflitti di coscienza o di lealtà.
2015
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