La base di partenza scientifica di questo studio si compone di due filoni di ricerca - l’uno italiano1, l’altro, più nutrito, sviluppato in Eurasia2 - differenti come impostazione e metodo ma con analoga finalità: quella di impiegare aggregati plastici riciclati nella composizione di calcestruzzi in sostituzione dell’aggregato minerale. Sono state discusse in precedenza finalità e risultanze di entrambe le linee investigative condotte rispettivamente per concepire: - un calcestruzzo leggero strutturale, sostituendo la frazione medio-grossa (8/16) dell’aggregato minerale con granuli di PET sabbiati, con distribuzione dimensionale equivalente; - un calcestruzzo ordinario, sostituendo percentuali della frazione fine (0/4) dell’aggregato minerale con scaglie o granuli di PET o plasmix (plastiche miste). Gli studi analizzati hanno reso disponibile una valutazione ingegneristica delle prestazioni allo stato fresco e allo stato indurito dei calcestruzzi testati, consentendo di desumere, mediante la comparazione dei dati disponibili, alcuni nodi problematici che richiedono ulteriori approfondimenti. In sintesi occorre ancora determinare: - quale frazione granulometrica dell’aggregato minerale, se fine, media o grossa, sia più efficace sostituire con aggregato plastico, per ottenere la maggiore riduzione della massa volumica; - l’influenza della forma, granuli o scaglie, dell’aggregato plastico sulle prestazioni meccaniche - resistenza a compressione, a flessione, agli urti - e la necessità di un trattamento superficiale per migliorare l’aderenza fra i componenti della miscela; - i valori di soglia, minimo e massimo, per morfologia e distribuzione granulometrica determinati, che rendono la sostituzione congruente con le istanze ambientali (minimo) e tecniche (massimo); - gli effetti dell’introduzione di aggregato plastico sul meccanismo di rottura. Pertanto, insieme al team del LaMaS, con la finalità di ottimizzare le ricette per un calcestruzzo leggero strutturale, testando diverse “risorse plastiche”, si è avviato un programma di prove sperimentali del quale si esplicitano presupposti, criteri ed esiti.

Design Mix. L’anima nuova dei CLS leggeri strutturali

FIANDACA, Ornella
Primo
2016

Abstract

La base di partenza scientifica di questo studio si compone di due filoni di ricerca - l’uno italiano1, l’altro, più nutrito, sviluppato in Eurasia2 - differenti come impostazione e metodo ma con analoga finalità: quella di impiegare aggregati plastici riciclati nella composizione di calcestruzzi in sostituzione dell’aggregato minerale. Sono state discusse in precedenza finalità e risultanze di entrambe le linee investigative condotte rispettivamente per concepire: - un calcestruzzo leggero strutturale, sostituendo la frazione medio-grossa (8/16) dell’aggregato minerale con granuli di PET sabbiati, con distribuzione dimensionale equivalente; - un calcestruzzo ordinario, sostituendo percentuali della frazione fine (0/4) dell’aggregato minerale con scaglie o granuli di PET o plasmix (plastiche miste). Gli studi analizzati hanno reso disponibile una valutazione ingegneristica delle prestazioni allo stato fresco e allo stato indurito dei calcestruzzi testati, consentendo di desumere, mediante la comparazione dei dati disponibili, alcuni nodi problematici che richiedono ulteriori approfondimenti. In sintesi occorre ancora determinare: - quale frazione granulometrica dell’aggregato minerale, se fine, media o grossa, sia più efficace sostituire con aggregato plastico, per ottenere la maggiore riduzione della massa volumica; - l’influenza della forma, granuli o scaglie, dell’aggregato plastico sulle prestazioni meccaniche - resistenza a compressione, a flessione, agli urti - e la necessità di un trattamento superficiale per migliorare l’aderenza fra i componenti della miscela; - i valori di soglia, minimo e massimo, per morfologia e distribuzione granulometrica determinati, che rendono la sostituzione congruente con le istanze ambientali (minimo) e tecniche (massimo); - gli effetti dell’introduzione di aggregato plastico sul meccanismo di rottura. Pertanto, insieme al team del LaMaS, con la finalità di ottimizzare le ricette per un calcestruzzo leggero strutturale, testando diverse “risorse plastiche”, si è avviato un programma di prove sperimentali del quale si esplicitano presupposti, criteri ed esiti.
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