the subject of this paper is the novel il manoscritto di shakespeare by domenico seminerio. it is inspired by the essay shakespeare era italiano by martino iuvara, a scholar who, starting from a series of clues based mostly on the names, attributes the identity of michele agnolo Florio, a sicilian nobleman, to shakespeare. seminerio turns iuvara’s investigation into a sicilian spy story where the names, whether true or false, real or literary, become places from which the multiple narrative threads that weave the plot of the novel depart. this paper will exploit the semantic approach of literary onomastics to the proper names, to explain the process of interpretatio nominis, through which the author puts the onomastic investigation at the heart of the puzzle-solving, and show how the naming process of characters and places (from talking-names to fantastic toponyms, from pseudonyms to nicknames) in the novel may contribute to the development of the narrative. Oggetto di questo lavoro è il romanzo di Domenico Seminerio, “Il manoscritto di Shakespeare”, ispirato al saggio, “Shakespeare era italiano”, di Martino Iuvara, studioso che, partendo da una serie di indizi basati principalmente sui nomi, identifica Michele Agnolo Florio, un nobile siciliano, come il vero Shakespeare. Seminerio trasforma l'indagine di Iuvara in una spy story siciliana dove i nomi, veri o falsi, reali o letterari, diventano luoghi da cui si diramano i molteplici fili narrativi che tessono la trama del romanzo. Questo articolo utilizza l'approccio semantico dell'onomastica letteraria ai nomi propri per spiegare il processo di interpretatio nominis attraverso il quale l'autore pone l'indagine onomastica al centro della risoluzione di enigmi, e per mostrare come, nel romanzo, il processo di denominazione di personaggi e luoghi (dai nomi-parlanti ai toponimi fantastici, dagli pseudonimi ai soprannomi) possa contribuire allo sviluppo della narrazione.

"Chi è sto Sceccu sparu?" L'enigma del Bardo tra pseudonimi, antroponimi e interpretatio nominis ne Il manoscritto di Shakespeare di Domenico Seminerio

Elvira Assenza
2017

Abstract

the subject of this paper is the novel il manoscritto di shakespeare by domenico seminerio. it is inspired by the essay shakespeare era italiano by martino iuvara, a scholar who, starting from a series of clues based mostly on the names, attributes the identity of michele agnolo Florio, a sicilian nobleman, to shakespeare. seminerio turns iuvara’s investigation into a sicilian spy story where the names, whether true or false, real or literary, become places from which the multiple narrative threads that weave the plot of the novel depart. this paper will exploit the semantic approach of literary onomastics to the proper names, to explain the process of interpretatio nominis, through which the author puts the onomastic investigation at the heart of the puzzle-solving, and show how the naming process of characters and places (from talking-names to fantastic toponyms, from pseudonyms to nicknames) in the novel may contribute to the development of the narrative. Oggetto di questo lavoro è il romanzo di Domenico Seminerio, “Il manoscritto di Shakespeare”, ispirato al saggio, “Shakespeare era italiano”, di Martino Iuvara, studioso che, partendo da una serie di indizi basati principalmente sui nomi, identifica Michele Agnolo Florio, un nobile siciliano, come il vero Shakespeare. Seminerio trasforma l'indagine di Iuvara in una spy story siciliana dove i nomi, veri o falsi, reali o letterari, diventano luoghi da cui si diramano i molteplici fili narrativi che tessono la trama del romanzo. Questo articolo utilizza l'approccio semantico dell'onomastica letteraria ai nomi propri per spiegare il processo di interpretatio nominis attraverso il quale l'autore pone l'indagine onomastica al centro della risoluzione di enigmi, e per mostrare come, nel romanzo, il processo di denominazione di personaggi e luoghi (dai nomi-parlanti ai toponimi fantastici, dagli pseudonimi ai soprannomi) possa contribuire allo sviluppo della narrazione.
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