Il fibroma è il tumore benigno dell’utero più frequente. Origina dal tessuto muscolare uterino, ha consistenza piuttosto dura ed è separato dal miometrio da uno spesso strato di tessuto connettivo, senza la presenza di una vera capsula. Può essere unico, multiplo e di diversa grandezza. I fibromi sono spesso asintomatici, ma possono provocare menorragia, menometrorragia, importanti compressioni, dolore (per la crescita, la degenerazione, l’emorragia o la torsione di un fibroma peduncolato), disturbi urinari o intestinali (per es., pollachiuria o tenesmo vescicale, stipsi), aborti ricorrenti o infertilità; sono spesso accompagnati da anemia conseguente alla perdita ematica ricorrente. Il caso clinico riportato tratta la storia di una paziente trentenne con mioma uterino, gravida, che alla 24° settimana viene ricoverata nel nostro reparto per algie pelviche. Viene riscontrata una concordanza tra proseguimento della gravidanza e sintomatologia dolorosa. Praticata la terapia medica e l’ecografia di controllo, la paziente viene dimessa con la raccomandazione di eseguire i controlli del caso. Alla 37° settimana la paziente ritorna presso lo stesso nosocomio con peggioramento della sintomatologia, anemizzazione ed evidenza, all’ecografia, di aree di colliquazione nel mioma. Effettuato il taglio cesareo e la miomectomia, l’esame istologico del pezzo operatorio depone per mioma rosso con sovrapposti fenomeni di necrosi emorragica diffusa.

Management di fibroma uterino in gravidanza: caso clinico

Vitale, S. G.;
2011-01-01

Abstract

Il fibroma è il tumore benigno dell’utero più frequente. Origina dal tessuto muscolare uterino, ha consistenza piuttosto dura ed è separato dal miometrio da uno spesso strato di tessuto connettivo, senza la presenza di una vera capsula. Può essere unico, multiplo e di diversa grandezza. I fibromi sono spesso asintomatici, ma possono provocare menorragia, menometrorragia, importanti compressioni, dolore (per la crescita, la degenerazione, l’emorragia o la torsione di un fibroma peduncolato), disturbi urinari o intestinali (per es., pollachiuria o tenesmo vescicale, stipsi), aborti ricorrenti o infertilità; sono spesso accompagnati da anemia conseguente alla perdita ematica ricorrente. Il caso clinico riportato tratta la storia di una paziente trentenne con mioma uterino, gravida, che alla 24° settimana viene ricoverata nel nostro reparto per algie pelviche. Viene riscontrata una concordanza tra proseguimento della gravidanza e sintomatologia dolorosa. Praticata la terapia medica e l’ecografia di controllo, la paziente viene dimessa con la raccomandazione di eseguire i controlli del caso. Alla 37° settimana la paziente ritorna presso lo stesso nosocomio con peggioramento della sintomatologia, anemizzazione ed evidenza, all’ecografia, di aree di colliquazione nel mioma. Effettuato il taglio cesareo e la miomectomia, l’esame istologico del pezzo operatorio depone per mioma rosso con sovrapposti fenomeni di necrosi emorragica diffusa.
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