Il divismo cinematografico è radicalmente incompatibile con la politica culturale della Chiesa cattolica italiana saldamente impostata da Pio XI nell’enciclica Vigilanti cura (1936). E tuttavia la stessa pubblicistica cattolica del secondo dopoguerra non sembra poter fare completamente a meno del divismo. La stigmatizzazione del fenomeno non esclude infatti la circolazione di discorsi divistici più o meno sistematici e compiuti su periodici centrali per l’ideologia cattolica come «Famiglia Cristiana», volti in ultima istanza alla promozione di attori, circostanze e comportamenti presentabili dal punto di vista morale, secondo dinamiche che paiono trovare ispirazione nella tradizione degli exempla medievali e della vita dei santi. Il presente intervento intende iniziare a ragionare sulla fenomenologia di quello che può essere definito preliminarmente “discorso divistico cattolico”, nel decennio compreso tra il 1948 e il 1958, ovvero in quel periodo relativamente omogeneo dal punto di vista del magistero ecclesiale che gli storici chiamano la terza fase del pontificato di Pio XII.

Giusti, Convertiti, Santi. Il discorso divistico cattolico al tempo di Pio XII

Vitella Federico
2018

Abstract

Il divismo cinematografico è radicalmente incompatibile con la politica culturale della Chiesa cattolica italiana saldamente impostata da Pio XI nell’enciclica Vigilanti cura (1936). E tuttavia la stessa pubblicistica cattolica del secondo dopoguerra non sembra poter fare completamente a meno del divismo. La stigmatizzazione del fenomeno non esclude infatti la circolazione di discorsi divistici più o meno sistematici e compiuti su periodici centrali per l’ideologia cattolica come «Famiglia Cristiana», volti in ultima istanza alla promozione di attori, circostanze e comportamenti presentabili dal punto di vista morale, secondo dinamiche che paiono trovare ispirazione nella tradizione degli exempla medievali e della vita dei santi. Il presente intervento intende iniziare a ragionare sulla fenomenologia di quello che può essere definito preliminarmente “discorso divistico cattolico”, nel decennio compreso tra il 1948 e il 1958, ovvero in quel periodo relativamente omogeneo dal punto di vista del magistero ecclesiale che gli storici chiamano la terza fase del pontificato di Pio XII.
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