Nell’articolo si analizza la funzione della residenza fiscale nell’imposizione sui redditi delle persone fisiche, quale criterio di collegamento del soggetto passivo del tributo con l’ordinamento e il territorio dello Stato; nonché per differenziare la tassazione in base alla diversa intensità del legame di appartenenza del soggetto passivo alla sfera di sovranità dello Stato impositore. Le regole interne previste per la individuazione della residenza fiscale delle persone fisiche, che rinviano alle nozioni civilistiche di domicilio e residenza, sono state e sono tutt’ora interpretate in modo non uniforme dalla dottrina e dalla giurisprudenza. Parti- colare attenzione deve essere dedicata alla interpretazione ed applicazione dei criteri formali e sostanziali costitutivi della residenza fiscale in Italia, alle presunzioni di residenza fiscale, e alla risoluzione dei conflitti di residenza in ambito internazionale sulla base delle conven- zioni contro la doppia imposizione. Lo spunto per le riflessioni proposte nell’articolo deriva dalla recente introduzione di un regime opzionale di imposizione sostitutiva sui redditi pro- dotti all’estero, applicabile alle persone fisiche che trasferiscono la propria residenza in Italia. Questo intervento legislativo verrà analizzato effettuando una valutazione circa gli effetti e l’efficacia del nuovo regime, la sua compatibilità con il sistema di tassazione dei redditi nel quale si inserisce, la sua ragionevolezza e la sua compatibilità costituzionale.

Il ruolo della residenza fiscale delle persone fisiche nell’imposizione sui redditi, e la introduzione di un nuovo discutibile criterio di tassazione per i “neo residenti”

buccisano, andrea
2018-01-01

Abstract

Nell’articolo si analizza la funzione della residenza fiscale nell’imposizione sui redditi delle persone fisiche, quale criterio di collegamento del soggetto passivo del tributo con l’ordinamento e il territorio dello Stato; nonché per differenziare la tassazione in base alla diversa intensità del legame di appartenenza del soggetto passivo alla sfera di sovranità dello Stato impositore. Le regole interne previste per la individuazione della residenza fiscale delle persone fisiche, che rinviano alle nozioni civilistiche di domicilio e residenza, sono state e sono tutt’ora interpretate in modo non uniforme dalla dottrina e dalla giurisprudenza. Parti- colare attenzione deve essere dedicata alla interpretazione ed applicazione dei criteri formali e sostanziali costitutivi della residenza fiscale in Italia, alle presunzioni di residenza fiscale, e alla risoluzione dei conflitti di residenza in ambito internazionale sulla base delle conven- zioni contro la doppia imposizione. Lo spunto per le riflessioni proposte nell’articolo deriva dalla recente introduzione di un regime opzionale di imposizione sostitutiva sui redditi pro- dotti all’estero, applicabile alle persone fisiche che trasferiscono la propria residenza in Italia. Questo intervento legislativo verrà analizzato effettuando una valutazione circa gli effetti e l’efficacia del nuovo regime, la sua compatibilità con il sistema di tassazione dei redditi nel quale si inserisce, la sua ragionevolezza e la sua compatibilità costituzionale.
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