Il saggio analizza criticamente la prospettiva adottata dalle istituzioni comunitarie e anche dalla giurisprudenza italiana, in merito all’inserimento, ai fini dell’esenzione dall’ICI, delle iniziative educative spiritualmente orientate all’interno del comune mercato delle offerte formative. La prospettiva non sembra infatti attribuire il giusto significato educativo alla specialità sostanziale dei messaggi etico-religiosi diffusi dalle scuole confessionali e di tendenza, e assegna invece rilievo determinante alle esigenze di salvaguardia della concorrenza, facendo leva rigidamente sulla gratuità del servizio erogato. Sebbene sia necessario tener conto degli interessi ad uno svolgimento corretto della concorrenza, sarebbe forse opportuno porre le scuole paritarie confessionali non profit sullo stesso piano di quelle gestite dalla mano statale, in quanto espletano, senza fini di lucro, un servizio pubblico di alto valore etico. Si ritiene, pertanto, che non possa configurarsi vera concorrenza con imprenditori privati che gestiscono scuole solo per realizzare profitti.

Esenzione dall’ICI per le scuole paritarie confessionali non profit e riconfigurabilità del regime di concorrenza tra i diversi gestori scolastici del sistema nazionale dell’istruzione

Fortunato Freni
2020-01-01

Abstract

Il saggio analizza criticamente la prospettiva adottata dalle istituzioni comunitarie e anche dalla giurisprudenza italiana, in merito all’inserimento, ai fini dell’esenzione dall’ICI, delle iniziative educative spiritualmente orientate all’interno del comune mercato delle offerte formative. La prospettiva non sembra infatti attribuire il giusto significato educativo alla specialità sostanziale dei messaggi etico-religiosi diffusi dalle scuole confessionali e di tendenza, e assegna invece rilievo determinante alle esigenze di salvaguardia della concorrenza, facendo leva rigidamente sulla gratuità del servizio erogato. Sebbene sia necessario tener conto degli interessi ad uno svolgimento corretto della concorrenza, sarebbe forse opportuno porre le scuole paritarie confessionali non profit sullo stesso piano di quelle gestite dalla mano statale, in quanto espletano, senza fini di lucro, un servizio pubblico di alto valore etico. Si ritiene, pertanto, che non possa configurarsi vera concorrenza con imprenditori privati che gestiscono scuole solo per realizzare profitti.
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