Nel contesto di una riflessione sulla perdurante rilevanza delle autonomie speciali, il lavoro prende in esame il valore da attribuire allo Statuto della Regione Sicilia, in quanto Regione a speciale autonomia, ed in particolare, la perdurante rilevanza del suo Statuto, soprattutto in alla luce del progetto di revisione dello stesso. In questa bozza sembrerebbe emergere una logica diversa rispetto allo Statuto originario del 1946, e in particolare, una logica non più caratterizzata da una dimensione autoreferenziale ma ispirata all'affermazione di una democrazia aperta alla partecipazione dei cittadini, singoli e associati, nonché delle autorità locali presenti sul territorio. Al fine di delineare i termini di una effettiva responsabilità del potere politico e amministrativo nei confronti della comunità di riferimento, il lavoro postula una riflessione sui poteri e le prerogative regionali da indirizzare verso la migliore garanzia e tutela, in un dato momento storico, degli interessi costituzionalmente rilevanti dei cittadini. La direzione suggerita è quella di un ripensamento delle garanzie contenute negli Statuti delle Regioni ad autonomia speciale che tenga conto della necessità di realizzare un delicato equilibrio tra interessi divergenti: tutela dell'autonomia speciale e, insieme, unità nazionale, da un lato; dall'altro, la certezza del diritto e l'efficacia della garanzia dell'autonomia.

Statuto siciliano e specialità: tradizione e futuro dell'autonomia regionale

ROMEO ANNA
2019

Abstract

Nel contesto di una riflessione sulla perdurante rilevanza delle autonomie speciali, il lavoro prende in esame il valore da attribuire allo Statuto della Regione Sicilia, in quanto Regione a speciale autonomia, ed in particolare, la perdurante rilevanza del suo Statuto, soprattutto in alla luce del progetto di revisione dello stesso. In questa bozza sembrerebbe emergere una logica diversa rispetto allo Statuto originario del 1946, e in particolare, una logica non più caratterizzata da una dimensione autoreferenziale ma ispirata all'affermazione di una democrazia aperta alla partecipazione dei cittadini, singoli e associati, nonché delle autorità locali presenti sul territorio. Al fine di delineare i termini di una effettiva responsabilità del potere politico e amministrativo nei confronti della comunità di riferimento, il lavoro postula una riflessione sui poteri e le prerogative regionali da indirizzare verso la migliore garanzia e tutela, in un dato momento storico, degli interessi costituzionalmente rilevanti dei cittadini. La direzione suggerita è quella di un ripensamento delle garanzie contenute negli Statuti delle Regioni ad autonomia speciale che tenga conto della necessità di realizzare un delicato equilibrio tra interessi divergenti: tutela dell'autonomia speciale e, insieme, unità nazionale, da un lato; dall'altro, la certezza del diritto e l'efficacia della garanzia dell'autonomia.
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