Il rapporto che lega il concetto educativo di trasformazione all’arte del rap e all’intera cultura hip hop si basa fondamentalmente su un principio di attinenza, di vicinanza, di affinità. Tale principio si fa luce e prende forma nel momento in cui si mettono in relazione le seguenti condizioni: il luogo in cui tale cultura nasce, e lo scopo che la stessa persegue. Nata nei primi anni ’70 tra la miseria, in contesti estremamente poveri e violenti, è riuscita a farsi strumento di rivalsa sociale, di lotta culturale, proponendo una visione distante da tali realtà, attraverso un lavoro di ri-costruzione dei propri modelli e principi di riferimento. Dai quartieri popolari di Kingston, dal ghetto di Trenchtown in Jamaica, si è estesa al Bronx (New York), periferia degradata e vilipesa da continui scontri tra gang, fino ai molti luoghi e quartieri difficili del mondo, divenendo non solo strumento di denuncia sociale e politica, di rivolta giovanile, ma soprattutto modello culturale, forma d’arte popolare, grazie al suo forte potere comunicativo, multi-linguistico, pervasivo e performativo.

Il racconto autobiografico dell’mc come processo di apprendimento trasformativo.

Smeriglio, Donatello
2019

Abstract

Il rapporto che lega il concetto educativo di trasformazione all’arte del rap e all’intera cultura hip hop si basa fondamentalmente su un principio di attinenza, di vicinanza, di affinità. Tale principio si fa luce e prende forma nel momento in cui si mettono in relazione le seguenti condizioni: il luogo in cui tale cultura nasce, e lo scopo che la stessa persegue. Nata nei primi anni ’70 tra la miseria, in contesti estremamente poveri e violenti, è riuscita a farsi strumento di rivalsa sociale, di lotta culturale, proponendo una visione distante da tali realtà, attraverso un lavoro di ri-costruzione dei propri modelli e principi di riferimento. Dai quartieri popolari di Kingston, dal ghetto di Trenchtown in Jamaica, si è estesa al Bronx (New York), periferia degradata e vilipesa da continui scontri tra gang, fino ai molti luoghi e quartieri difficili del mondo, divenendo non solo strumento di denuncia sociale e politica, di rivolta giovanile, ma soprattutto modello culturale, forma d’arte popolare, grazie al suo forte potere comunicativo, multi-linguistico, pervasivo e performativo.
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