La prospettiva storico-antropologica del saggio prende per la prima volta in esame l’interessante corpus di lettere contenute nel Fondo archivistico del noto poeta-cantastorie siciliano Franco Trincale, nel 2006 acquisito dalla Provincia regionale di Catania e, dal 2018, in comodato d’uso presso il Comune di Militello in Val di Catania. Si tratta di lettere inviate da emigranti italiani al cantastorie che, dagli anni Sessanta del Novecento, ha svolto un’intensa attività presso le comunità italiane all’estero. Riprese via e-mail in occasione della pubblicazione di Pensu, chiudu l’occhi e scrivu, recente raccolta poetica del cantastorie, le corrispondenze con gli emigranti italiani e i loro discendenti, di cui si riporta una breve e rappresentativa antologia, rivelano soprattutto l’efficace sinergia delle diverse istanze comunicative, conoscitive, politiche, mediatiche proposte da Trincale e, in genere, dai cantastorie nei circuiti socioculturali della diaspora, al fine di una complessiva e pubblica auto-riflessione delle continuità come degli spezzamenti che segnano i drammi della lontananza.

Il cantastorie e le lettere della lontananza. Corrispondenze dell'emigrazione italiana nel Fondo archivistico di Franco Trincale

MAURO GERACI
2020

Abstract

La prospettiva storico-antropologica del saggio prende per la prima volta in esame l’interessante corpus di lettere contenute nel Fondo archivistico del noto poeta-cantastorie siciliano Franco Trincale, nel 2006 acquisito dalla Provincia regionale di Catania e, dal 2018, in comodato d’uso presso il Comune di Militello in Val di Catania. Si tratta di lettere inviate da emigranti italiani al cantastorie che, dagli anni Sessanta del Novecento, ha svolto un’intensa attività presso le comunità italiane all’estero. Riprese via e-mail in occasione della pubblicazione di Pensu, chiudu l’occhi e scrivu, recente raccolta poetica del cantastorie, le corrispondenze con gli emigranti italiani e i loro discendenti, di cui si riporta una breve e rappresentativa antologia, rivelano soprattutto l’efficace sinergia delle diverse istanze comunicative, conoscitive, politiche, mediatiche proposte da Trincale e, in genere, dai cantastorie nei circuiti socioculturali della diaspora, al fine di una complessiva e pubblica auto-riflessione delle continuità come degli spezzamenti che segnano i drammi della lontananza.
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