Con l’approvazione della legge finanziaria 2019 che ha prorogato le concessioni marittime ad uso turistico-ricreativo in essere – proroga confermata dal comma 2 dell’art. 182 del c.d. Decreto Rilancio del 2020 – e con recente giurisprudenza della corte costituzionale e del consiglio di Stato, ritorna di attualità la questione della corretta applicazione a tali concessioni della Direttiva bolkestein 2006/123/ce (Direttiva servizi). Da tempo si auspica una riforma del settore che riesca a conciliare l’applicazione dei principi europei – della libera concorrenza e della libertà di stabilimento – la fruibilità dei beni pubblici da parte della collettività, la tutela del legittimo affidamento dei concessionari e di certezza del diritto. Le recenti decisioni, normative e della giurisprudenza sollecitano nuove considerazioni, nella prospettiva di una riforma strutturale che contemperi esigenze di natura pubblicistica e privatistica e che possa introdurre un disegno duraturo, capace di fornire adeguate certezze alle imprese concessionarie e coerenza con i principi europei.

Le concessioni demaniali marittime tra principi comunitari e ordinamento interno : gli attuali sviluppi normativi e giurisprudenziali. Quali prospettive?

Anna Lazzaro
2021

Abstract

Con l’approvazione della legge finanziaria 2019 che ha prorogato le concessioni marittime ad uso turistico-ricreativo in essere – proroga confermata dal comma 2 dell’art. 182 del c.d. Decreto Rilancio del 2020 – e con recente giurisprudenza della corte costituzionale e del consiglio di Stato, ritorna di attualità la questione della corretta applicazione a tali concessioni della Direttiva bolkestein 2006/123/ce (Direttiva servizi). Da tempo si auspica una riforma del settore che riesca a conciliare l’applicazione dei principi europei – della libera concorrenza e della libertà di stabilimento – la fruibilità dei beni pubblici da parte della collettività, la tutela del legittimo affidamento dei concessionari e di certezza del diritto. Le recenti decisioni, normative e della giurisprudenza sollecitano nuove considerazioni, nella prospettiva di una riforma strutturale che contemperi esigenze di natura pubblicistica e privatistica e che possa introdurre un disegno duraturo, capace di fornire adeguate certezze alle imprese concessionarie e coerenza con i principi europei.
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