L’ipotesi qui proposta è che, dal 1496 in avanti, l’incontro e la collaborazione con il massimo teorico umanistico-rinascimentale delle proporzioni, Luca Pacioli, abbiano suscitato in Leonardo da Vinci una decisiva consapevolezza sul ruolo universale dell’analogia e sulla propria vocazione analogizzante; ciò ha caratterizzato gli ultimi due decenni della sua multiforme attività, rendendo così la cifra leonardiana unica, ma pur sempre la figlia più elegante di un tempo di rinascenza. Così, nella prospettiva di una epistemologia generale rinnovata, che sappia far dialogare e collaborare proficuamente i tre dominî essenziali del pensiero (computante, speculativo, poietico), lo studio della vocazione e prassi analogizzante di Leonardo da Vinci attraverso la sua opera globale rappresenta un momento ineludibile.
Divina Analogia. Leonardo e la teoria umanistico-rinascimentale delle proporzioni
Vincenzo Cicero
Primo
Investigation
2022-01-01
Abstract
L’ipotesi qui proposta è che, dal 1496 in avanti, l’incontro e la collaborazione con il massimo teorico umanistico-rinascimentale delle proporzioni, Luca Pacioli, abbiano suscitato in Leonardo da Vinci una decisiva consapevolezza sul ruolo universale dell’analogia e sulla propria vocazione analogizzante; ciò ha caratterizzato gli ultimi due decenni della sua multiforme attività, rendendo così la cifra leonardiana unica, ma pur sempre la figlia più elegante di un tempo di rinascenza. Così, nella prospettiva di una epistemologia generale rinnovata, che sappia far dialogare e collaborare proficuamente i tre dominî essenziali del pensiero (computante, speculativo, poietico), lo studio della vocazione e prassi analogizzante di Leonardo da Vinci attraverso la sua opera globale rappresenta un momento ineludibile.Pubblicazioni consigliate
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