Nymphéas noirs (2011; ed. it. Ninfee nere, 2016) è l’opera più rappresentativa e più premiata di Michel Bussi (Louviers, Normandia, 1965), attualmente tra i più noti e apprezzati scrittori francesi di romanzi noir. Si tratta di un romanzo a metà tra il giallo d’enigma e il giallo psicologico, ambientato in Normandia, a Giverny, dove Claude Monet ha dipinto la famosa serie delle Ninfee. La storia narrata ruota tutta attorno all’universo artistico del pittore e la risoluzione del mistero avviene attraverso una sequenza di disvelamenti, che guidano il lettore verso un sorprendente processo di agnizione, consentendogli di scomporre le tessere di un intricato puzzle e di ricomporle in un nuovo quadro. L’analisi dei nomi del romanzo evidenzia come l’enigma sia interamente costruito attraverso il ricorso a strategie onomastiche mirate: la soprannominazione, innanzitutto, ma anche l’artificio dell’anonimia e dell’omonimia, che consentono all’autore di sfumare i confini tra realtà e illusione, come in un quadro impressionista dove al complementarismo dei colori si sostituisce quello dei nomi.

Onomastica impressionista nel roman policier Ninfee nere di Michel Bussi

Elvira Assenza
2023-01-01

Abstract

Nymphéas noirs (2011; ed. it. Ninfee nere, 2016) è l’opera più rappresentativa e più premiata di Michel Bussi (Louviers, Normandia, 1965), attualmente tra i più noti e apprezzati scrittori francesi di romanzi noir. Si tratta di un romanzo a metà tra il giallo d’enigma e il giallo psicologico, ambientato in Normandia, a Giverny, dove Claude Monet ha dipinto la famosa serie delle Ninfee. La storia narrata ruota tutta attorno all’universo artistico del pittore e la risoluzione del mistero avviene attraverso una sequenza di disvelamenti, che guidano il lettore verso un sorprendente processo di agnizione, consentendogli di scomporre le tessere di un intricato puzzle e di ricomporle in un nuovo quadro. L’analisi dei nomi del romanzo evidenzia come l’enigma sia interamente costruito attraverso il ricorso a strategie onomastiche mirate: la soprannominazione, innanzitutto, ma anche l’artificio dell’anonimia e dell’omonimia, che consentono all’autore di sfumare i confini tra realtà e illusione, come in un quadro impressionista dove al complementarismo dei colori si sostituisce quello dei nomi.
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