Da Hegel a Morin, passando attraverso Heidegger, l'articolo indaga diverse concezioni della Romanitas, i.e. della latinità. Se nei due filosofi tedeschi il giudizio su di essa è sostanzialmente negativo (entrambi privilegiano infatti il ruolo giocato nel cammino spirituale dell'Occidente dal pensiero greco), il giudizio di Morin, che pure non ignora i lati bui della latinità, ne accentua però gli aspetti positivi e fecondi, aprendosi alla considerazione delle nuove e 'meticce' latinità sorte nell'America centro-meridionale, che possono essere proposte come prezioso antidoto e correttivo al processo uniformante della globalizzazione tecnico-economica.
La/le latinità: Hegel, Heidegger, Morin
Gregorio Giuliana
2024-01-01
Abstract
Da Hegel a Morin, passando attraverso Heidegger, l'articolo indaga diverse concezioni della Romanitas, i.e. della latinità. Se nei due filosofi tedeschi il giudizio su di essa è sostanzialmente negativo (entrambi privilegiano infatti il ruolo giocato nel cammino spirituale dell'Occidente dal pensiero greco), il giudizio di Morin, che pure non ignora i lati bui della latinità, ne accentua però gli aspetti positivi e fecondi, aprendosi alla considerazione delle nuove e 'meticce' latinità sorte nell'America centro-meridionale, che possono essere proposte come prezioso antidoto e correttivo al processo uniformante della globalizzazione tecnico-economica.Pubblicazioni consigliate
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